· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
Laici e cattolici dello Zimbabwe

Un’alleanza d’oro

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05 luglio 2021

Il tasso di degrado ambientale continua a crescere nello Zimbabwe come altrove, con implicazioni importanti per la flora, la fauna e la vita marina: è giunto il momento perché l’uomo prenda provvedimenti immediati per evitare danni ulteriori al nostro habitat comune. Nell’enciclica Laudato si’, Papa Francesco chiama al dialogo «con tutti riguardo alla nostra casa comune» (3): «Abbiamo bisogno — scrive il Pontefice — di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti» (14). Il messaggio del Papa ha ispirato il Catholic Professionals Network of Zimbabwe (C pnz – Rete dei professionisti cattolici dello Zimbabwe) che ha quindi deciso di fare la propria parte per la salvaguardia del creato.

Laicato cattolico e cura del creato


Le riflessioni del Papa rivelano che l’umanità è responsabile per la distruzione dell’ambiente e che solo attraverso l’impegno dell’uomo sarà possibile preservarlo. Come suo contributo ad una nuova gestione dell’ambiente, la Commissione cattolica per i laici dello Zimbabwe, insieme alla Rete dei professionisti cattolici del Paese africano, ha avviato una Campagna Laudato si’ che intende incoraggiare la società a tutelare l’ambiente. Il progetto, sostenuto dalla Nunziatura apostolica, vuole stimolare le persone a praticare vie sostenibili in ogni impresa commerciale.

Così, nello spirito della Laudato si’, il laicato cattolico dello Zimbabwe ha avviato un progetto che ha come scopo primario quello di far conoscere l’enciclica del 2015 e incoraggiare, allo stesso tempo, una migliore gestione dell’ambiente. Il progetto, rivolto a tutti i cittadini del Paese, in particolare a bambini e giovani, invita a promuovere e partecipare ad attività di cura dell’ambiente nelle singole comunità, in ogni luogo dello Zimbabwe. Alcune pratiche infatti sono direttamente responsabili del degrado ambientale, come la deforestazione, l’attività mineraria illegale, gli incendi alle boscaglie, il gettare carta e plastica dappertutto: la Campagna si propone di scoraggiare tali azioni. I giovani sono sollecitati a fare la loro parte mantenendo pulito il loro ambiente, nonostante altri continuino a sporcarlo.

Il Vangelo e l’ambiente


Padre Johane Maseko, coordinatore della Commissione cattolica per i laici dello Zimbabwe, ha spiegato che la Campagna intende formare la consapevolezza sui contenuti della Laudato si’ e incoraggiare uno stile di vita che sia collegato al benessere ambientale e al Vangelo. Il fatto di ribadire sempre il richiamo del progetto alla Laudato si’ punta inoltre a risvegliare l’interesse sul documento e la curiosità dei singoli a leggerlo. «Questo progetto — ha ribadito padre Maseko — mira a sensibilizzare le persone affinché possano “coltivare e conservare il paradiso” che è il nostro mondo. Lo sforzo è di aiutare la gente a comprendere il nesso tra la cura dell’ambiente e la preghiera, come ha sottolineato Papa Francesco ricordando nell’enciclica che «un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio» (8).

Le attività minerarie illegali


La povertà e la disoccupazione inducono molti giovani a intraprendere l’attività mineraria illegale e altre forme illecite di guadagno, che però producono grandi danni all’ambiente, come appunto l’attività mineraria non organizzata e la deforestazione. Le foreste vengono distrutte senza alcun riguardo dai minatori illegali, i makorokoza, nella loro “corsa all’oro”: scavano in qualsiasi modo e ovunque pensino di trovare il metallo prezioso. Un sopralluogo in posti come Kwekwe, Gokwe, Kadoma, Bindura, Mazowe, Mberengwa fa ben comprendere i danni enormi inflitti all’ambiente e pone incognite sul futuro comune.

«È la povertà che ci costringe a tutto ciò. Siamo disoccupati: è un dato di fatto, non c’è lavoro. Le nostre famiglie hanno bisogno di cibo e l’unico modo per sopravvivere è di venire alle kumakomba (le miniere illegali) per cercare l’oro. Anche noi ci preoccupiamo per l’ambiente, ma non possiamo fare altro», dice un minatore alla periferia di Kadoma.

La sovrappopolazione nelle città


È anche l’avidità di denaro che ha contribuito alla distruzione dell’ambiente. La distribuzione caotica e casuale delle terre da parte dei proprietari terrieri a fini economici, per creare zone residenziali nelle aree urbane, ha fatto sì che proliferassero strutture abitative nelle zone umide del Paese e in altri luoghi non destinati all’edificazione. La migrazione nelle città ha prodotto la sovrappopolazione urbana che a sua volta ha compromesso e complicato gli standard igienici di tante zone dello Zimbabwe. È stato fatto veramente molto poco per migliorare le condizioni dell’approvvigionamento di acqua e dei servizi igienici. Il frequente scoppio delle tubature fognarie, il rifornimento irregolare di acqua e l’abbandono di rifiuti ovunque è fonte di grave preoccupazione per gli abitanti delle città. In tale contesto la Chiesa, con l’aiuto del laicato, tenta di ridurre la minaccia dell’inquinamento ambientale nel Paese.

La Campagna Laudato si’


Attraverso la Campagna, la Chiesa cerca di far nascere nelle comunità la consapevolezza della necessità di dare priorità alla tutela ambientale con la protezione delle foreste, delle zone umide, delle risorse idriche, della fauna selvatica e dello strato di ozono. Si favoriscono anche la piantumazione di alberi, il trattamento adeguato e il riciclaggio dei rifiuti e lo stop alla cultura dell’usa e getta, che contamina l’ambiente e favorisce i cambiamenti climatici.

di Alfonce Kugwa
Direttore della Commissione per le comunicazioni sociali 
della Conferenza episcopale dello Zimbabwe