· Città del Vaticano ·

Buone le condizioni di Papa Francesco dopo l’intervento chirurgico di domenica sera

Auguri e preghiere
da tutto il mondo

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
05 luglio 2021

«È in buone condizioni generali, vigile e in respiro spontaneo» Papa Francesco dopo «l’intervento chirurgico per la stenosi diverticolare effettuato nella serata del 4 luglio», che «ha comportato una emicolectomia sinistra e ha avuto una durata di circa tre ore». Lo ha dichiarato stamane, lunedì 5, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, aggiungendo che per il Pontefice «si prevede una degenza di circa sette giorni salvo complicazioni». Nella giornata di ieri era stato lo stesso Bruni a rendere noto che nel «pomeriggio Sua Santità» si era recato presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma per «un intervento chirurgico programmato» al colon, preannunciando un nuovo bollettino medico dopo l’operazione. E così intorno alla mezzanotte il direttore della Sala stampa aveva informato che Francesco aveva «reagito bene» all’intervento — cui era stato «sottoposto in serata» — eseguito dal professor Sergio Alfieri, con l’assistenza del professor Luigi Sofo e dei dottori Antonio Tortorelli e Roberta Menghi. L’anestesia generale è stata condotta dai professori Massimo Antonelli e Liliana Sollazzi e dai dottori Roberto De Cicco e Maurizio Soave. Erano altresì presenti in sala operatoria i professori Giovanni Battista Doglietto e Roberto Bernabei, rispettivamente direttore del Fondo assistenza sanitaria (Fas) e medico personale di Papa Bergoglio.

Sin da subito messaggi augurali sono stati inviati al vescovo di Roma da tutto il mondo, attraverso i social network e i canali istituzionali. Tra i più significativi, quello del patriarca ecumenico Bartolomeo, che si rivolge «al mio caro fratello», pregando il Signore con le parole dell’apostolo Paolo — «la debolezza di Dio è più forte degli uomini (1 Cor 1, 25) — per continuare a «svolgere insieme l’indispensabile missione di unità, alla quale Cristo ci chiama».

«L’affettuoso pensiero degli italiani tutti, di cui mi faccio interprete unendovi il mio personale, accompagna in queste ore Vostra Santità, unitamente ai più cordiali auguri di buona convalescenza e ancor migliore e pronta guarigione» ha scritto il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella all’atterraggio a Parigi, per una visita di Stato in Francia iniziata ieri, domenica 4 luglio. E in una nota diffusa da Palazzo Chigi, lo stesso ha fatto anche il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi. Su Twitter, inoltre, i messaggi del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e del sindaco di Roma, Virginia Raggi, «da parte di tutta la città».

A nome del Parlamento europeo, si è espresso con voti augurali, sempre con un tweet, il presidente David Sassoli. Vicinanza anche dalla diocesi di Roma, nella quale si prega per Francesco e per i medici che lo hanno in cura, e dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), che auspica per il Pontefice una pronta guarigione. «Abbiamo pregato per lei — ha scritto tra l’altro il cardinale presidente Gualtiero Bassetti — affidando al Padre la sua salute. Ci siamo lasciati guidare dalle parole del Salmo che abbiamo proclamato nella liturgia domenicale: “I nostri occhi sono rivolti al Signore”. Anche in questa occasione ci ha insegnato come affrontare la sofferenza. Lo sguardo rivolto agli impegni dei prossimi mesi e il sorriso abituale dalla finestra del Palazzo apostolico, con cui ci dà appuntamento ogni domenica, sono una grande testimonianza. Non bisogna mai cedere allo sconforto anche nelle ore della fatica più dura».

Dai capi di Stato e di governo alle personalità del mondo politico e diplomatico, dai semplici fedeli ai leader religiosi, lunghissima è la lista di quanti hanno voluto far sentire il loro incoraggiamento. Tra questi ultimi, oltre al patriarca Bartolomeo, il Grande imam di Al Azhar, lo sceicco al-Tayyeb, con l’auspicio di una rapida ripresa che restituisca alla sua missione per l’umanità colui che anch’egli definisce «caro fratello». L’invocazione «che il Signore lo sostenga con la tenerezza del suo amore» arriva invece dal Centro anglicano di Roma, insieme con gli «auguri di pronta guarigione» assicurati a Francesco dalla comunità ebraica dell’Urbe attraverso il rabbino capo Riccardo Di Segni.