· Città del Vaticano ·

Un progetto per portare la musica popolare nei luoghi del disagio

L’eco der core

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03 luglio 2021

«L’Eco der core è l’eco di una carezza che dal centro della città arriva nei luoghi più lontani, quelli del disagio»: Ambrogio Sparagna, direttore dell’Orchestra popolare italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, descrive così il progetto che lui stesso ha ideato e che sta portando avanti grazie alla collaborazione della Fondazione Musica per Roma e della Caritas diocesana. Si tratta di concerti che, a partire dallo scorso 29 giugno, si terranno in quattordici luoghi particolari, dalle strutture sanitarie a quelle per l’accoglienza dei migranti, dei rifugiati, delle persone in difficoltà. Nel giorno della festa di San Pietro e Paolo, l’orchestra popolare è andata a far visita agli ospiti dell’Opera Don Guanella. Si proseguirà con la Casa-famiglia di Villa Glori (l’11 luglio), poia aseguire con il Policlinico Gemelli, la Casa Dono di Maria. E ancora la Casa Giona, la Cittadella della Carità, la Mensa Caritas Gabriele Castiglion, la Mensa di Colle Oppio, il Centro Astalli, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Trionfale, la Chiesa Santa Lucia al Gonfalone, il Santuario del Divino Amore, la Casa di Cristian-casa per mamme con bambini, fino ad arrivare alla conclusione, il 28 settembre con un concerto nella cavea dell’Auditorium. Molto probabilmente in quell’occasione ci sarà anche Stefano, un ospite del Don Guanella dotato di capacità musicali notevoli, tanto da attirare l’attenzione dello stesso Sparagna: «Non c’è bisogno di essere diplomati al Conservatorio — spiega il direttore dell’Orchestra popolare italiana —. La musica opolare fa esprimere energie incredibili». Anche e soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo: «Il ruolo della musica è centrale, è fondamentale per ripartire. Siamo stati chiusi nelle nostre stanze, i nostri cuori sono ancora impauriti. Non sarà facile tornare a riempire subito i teatri. Abbiamo ancora paura. Ma la musica è l’arte dell’ascolto. E allora ripartiamo dal cuore, per dare un senso nuovo alla partecipazione alla vita dela città. perché altrimeni la musica non è più comunicazione ma diventa fredda, di plastica. Quando incontriamo le persone queste, dopo un prima momento di pudore o di timidezza, cantano e ballano con noi. Se ti affacci sull’umanità di chi ti sta vicino, ti si allarga il cuore».

Con l’Eco der core la musica, che ha da sempre un forte potere curativo, arriva perciò in luoghi inaspettati per aiutare a ricostruire un percorso di rigenerazione e rivitalizzazione dei rapporti sociali. «Prosegue il nostro percorso di apertura alla città — ha spiegato Daniele Pitteri, Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma — e, soprattutto, di vicinanza a tutti quei pubblici che per motivi diversi non possono o non riescono a fruire dell’offerta musicale cittadina. In particolare con questa iniziativa, grazie alla preziosissima collaborazione con la Caritas, vogliamo rivolgerci a chi vive condizioni difficili di malattia, di indigenza o di invisibilità sociale, per portare un piccolo, ma significativo sollievo, avvicinandoci con estremo rispetto e attenzione».

L’Eco der core è il secondo appuntamento di #PERROMA, un progetto che prevede una serie di proposte da realizzarsi in vari luoghi della Capitale raggiungendo nuovi fruitori. In precedenza è stata la volta di Condomini, rassegna che ha portato 100 eventi in tre giorni in 15 diversi municipi di Roma.

di Marco Bellizi