· Città del Vaticano ·

Le Idee

L’impresa delle religiose

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02 ottobre 2021

Vi raccontiamo come vivono le suore e le monache. O meglio di che vivono, come provvedono alle necessità della vita quotidiana, in che modo si organizzano. Questioni che sembrano lontane dal sacro: soldi, salari, lavoro, consumo. Le religiose, questa è la cosa da chiarire, contrariamente al clero — preti, parroci, vescovi, cardinali — non ricevono uno stipendio. Ogni convento e ogni congregazione trova i suoi mezzi di sussistenza e di guadagno, ogni suora e ogni monaca regola la sua vita e il suo lavoro, si collega, in modo diverso, con il mondo della produzione e del consumo. Abbiamo incontrato monasteri che sopravvivono a stento vendendo i prodotti dell’orto e altri fatti diventare impresa, amministrati da suore laureate in economia. Pensioni sociali e stipendi regolari. Ruoli modesti e professioni alte. Raccontare la vita delle donne consacrate è stato come navigare in un arcipelago con isole piccole e grandi, piatte o rocciose, scogli battuti dal mare e territori più vasti magari attraversati da fiumi. Profili, scelte, opzioni diverse. Per poi scoprire che comunque quelle isole che apparivano differenti avevano la stessa natura, lo stesso clima, vi nascevano gli stessi alberi, le batteva lo stesso vento. Un mondo a prima vista tanto diversificato è, infatti, unito da principi e pratiche comuni. E da un intreccio — questo invece non comune — fra carità e produzione, fede e necessità di far quadrare i conti, sobrietà e managerialità, solidarietà e mercato, creatività e business plan. Un mondo capace di rispondere con intelligenza e competenza, con elasticità e fantasia, alle domande del lavoro moderno, di superare i limiti imposti dalla globalizzazione e dalle tecnologie.

Quando la pandemia ha invaso il pianeta ci siamo accorti tutti che produzione e consumo avrebbero richiesto nuovi comportamenti e valori. Che i vecchi modelli, gerarchici, esclusivamente mercantili, fondati sulla competizione e sulla diseguaglianza non potevano più funzionare. A che cosa guardare per costruire un mondo nuovo? Negli articoli di questo numero c’è un suggerimento. Il lavoro delle donne consacrate fornisce esempi, indicazioni, modelli che possono essere esportati nel laico mondo. Organizzarsi, ingegnarsi, creare il proprio lavoro. Non dare nulla per scontato, ma rimanere col cuore aperto e vigile, occuparsi del prossimo, non accettare la miseria del corpo e dell’anima, ma adottare la sobrietà come stile di vita, condividere anche quando si ha poco, non rifiutare la modernità ma affidarsi agli altri, aver fiducia nella Provvidenza e nell’umanità, esercitare la carità. Questo proviamo a raccontare.

Ritanna Armeni