· Città del Vaticano ·

Le Idee

Autorità e profezia

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03 luglio 2021

Questo mese presentiamo donne «terremoto»: donne che hanno provocato scosse inaspettate e messo in ballo gli equilibri del loro tempo, a volte pagando caro il prezzo di questo scompiglio. Ne abbiamo esempi in tutte le religioni, le Scritture e il Corano ce le raccontano. Dalla Chiesa, per la quale hanno talvolta dato la vita, sono state considerate ribelli, alcune anche eretiche.

Sono donne protagoniste del loro destino, che hanno sfidato il potere e si sono scontrate con le gerarchie (maschili) per porre problemi rivelatesi poi profetici. Alcune sono state riabilitate solo dopo la morte. Forse il loro è stato una sorta di «martirio ecclesiale».

Queste storie non sono semplicemente un altro fronte della «guerra tra i sessi». Anche se il maschilismo ha indubbiamente giocato un ruolo nella loro sorte, non si tratta solo di questo. La questione di fondo è se l’autorità è aperta a riconoscere la profezia, soprattutto quando si presenta, come fa spesso e come ha fatto nel caso di queste donne, per canali estranei ai luoghi di potere. La profezia rompe schemi e crea disordine; è fondamentalmente scomoda. Non ha paura di mettere in discussione abitudini e strutture. Ascoltare un profeta è sempre un rischio, perché implica essere disposti ad abbandonare la propria zona di comfort e convertirsi a livello personale e istituzionalmente.

La profezia non si oppone alla legge: semplicemente la precede. Profezia e autorità non si contrappongono neanche tra loro: al contrario. Per i cristiani sono entrambi doni dello Spirito, che a tutti chiede di mettersi in cammino. L’ autorità deve però imparare ad accogliere e discernere. Nell’ambito della Chiesa cattolica, deve distinguere tra la Tradizione, derivante dalla Rivelazione, e le tradizioni nate da schemi culturali superabili. L’autorità non deve avere paura di abbandonare costumi o sicurezze e, accogliendo la novità portata da Gesù, deve riconoscere la voce del Pastore anche nei piccoli ed emarginati, portatori spesso di un sensus fidei che è cammino di vita nuova per la Chiesa stessa. Dall’altra parte, i profeti devono superare la tentazione della auto-referenzialità. Il dono da loro ricevuto è per la comunione e servizio del Popolo di Dio, e questo diventa guida nel travaglio del discernimento.

Servono risposte profetiche alle tante domande di oggi? La questione è se siamo pronti a riconoscerle, e a scoprire nelle domande poste dalle donne un orizzonte e una prospettiva per il bene di tutti.

Marta Rodriguez