· Città del Vaticano ·

Un rapporto di Unicef, Oms e Banca mondiale

Nel mondo circa 150 milioni di bambini soffrono
di malnutrizione cronica

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
25 giugno 2021

Nel mondo 149,2 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione cronica (circa il 22% dei bambini sotto i 5 anni a livello globale nel 2020), 45,4 milioni di malnutrizione acuta (6,7%) — di cui 13,6 milioni di malnutrizione acuta grave — mentre sono 38,9 milioni (5,7%) i bambini in sovrappeso. La malnutrizione cronica è in declino stabile dal 2000 (dal 33,1% al 22%), ma i progressi sono troppo lenti, la malnutrizione acuta persiste a tassi allarmanti (6,7%), mentre il sovrappeso è in leggero aumento (dal 5,4% nel 2000 al 5,7% nel 2020).

Questo è quanto emerge dalle ultime stime globali e regionali sulla malnutrizione fra i bambini sotto i 5 anni lanciate congiuntamente da Unicef, Oms e Banca mondiale (Joint Child Malnutrition Estimates).

L’Africa e l’Asia sono le regioni più colpite da tutte le forme di malnutrizione: nel 2020 più della metà di tutti i bambini colpiti da malnutrizione cronica vivevano in Asia (53%), e 2 su 5 in Africa (41%); più di due terzi di tutti i bambini colpiti da malnutrizione acuta vivevano in Asia (70%) e più di un quarto in Africa (27%), circa la metà di tutti i bambini colpiti da sovrappeso vivevano in Asia (48%) e più di un quarto in Africa (27%).

I dati rilevati da indagini su base familiare relativamente ad altezza e peso dei bambini non sono stati raccolti nel 2020 a causa delle misure di distanziamento sociale, salvo poche eccezioni. Queste stime, dunque, si basano quasi interamente su dati raccolti prima del 2020 e non tengono conto dell’impatto della pandemia da covid-19. Tuttavia, ci si aspetta che la pandemia aggravi tutte le forme di malnutrizione a causa del peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie, delle limitazioni nella disponibilità e nell’accessibilità di cibo nutriente, delle interruzioni dei servizi nutrizionali essenziali e delle limitate opportunità di attività fisica.

«L’impatto della pandemia sulla malnutrizione cronica si svilupperà probabilmente in modo graduale, e potrebbe persistere per anni dopo che il covid-19 sarà sradicato e le economie si riprenderanno» si legge in un comunicato ufficiale.

La malnutrizione acuta, e la sua forma grave, caratterizzate da una perdita di massa muscolare e grassa, possono svilupparsi rapidamente di fronte a una scarsa assunzione di nutrienti e/o a una malattia. Ci si aspetta che queste condizioni siano maggiormente colpite dal covid-19 nel breve termine e le stime basate sulla diffusione presentate in questo rapporto per il 2020 potrebbero in realtà essere circa il 15% o 1,15 volte superiori a quanto riportato.

La pandemia potrebbe anche portare a un aumento delle condizioni di sovrappeso nei bambini, soprattutto in contesti in cui le scelte alimentari e l’attività fisica sono state influenzate negativamente dalle strategie di contenimento del coronavirus.

In uno de Paesi osservati sono state registrate diminuzioni nell’attività fisica durante la pandemia per il 28% dei bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, mentre sono stati rilevati aumenti nel consumo di snack dolci per il 19% dei bambini.

Una buona nutrizione — ricordano le Nazioni Unite — indirizza i bambini verso la sopravvivenza e la prosperità. I bambini ben nutriti crescono, si sviluppano, imparano, giocano, partecipano e contribuiscono, mentre la malnutrizione li priva del loro pieno potenziale, con conseguenze che si ripercuotono anche sulle nazioni e sul mondo. Mentre il mondo risponde e si riprende dalla pandemia, «è fondamentale un’azione urgente per proteggere la nutrizione materna e dei bambini, specialmente nelle regioni più colpite, e assicurare un futuro in cui il diritto alla nutrizione sia una realtà per ogni bambino» affermano le Nazioni Unite.