· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
Una ricerca sulle nuove generazioni

Più attenti all’ambiente
Più attenti al denaro

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
21 giugno 2021

Non solo attenti ai temi ambientali ma anche consapevoli del bisogno di un concetto diverso circa l’uso del denaro. È questa, in sintesi, la fotografia dei giovani italiani, ritratta dall’indagine realizzata su iniziativa del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaol. La ricerca è stata promossa al fine di scoprire come i giovanissimi in particolare affrontano in senso più ampio il tema della sostenibilità. Si tratta di un approfondimento di natura complementare all’attività educativa del progetto “S.A.V.E.”, che il Museo ha disegnato e propone da tre anni insieme al BEI Institute, per sensibilizzare i giovani all’uso consapevole delle risorse finanziarie e ambientali, all’economia circolare e all’inclusione sociale.

Nel corso dello studio, dunque, sono state raccolte 400 interviste rivolte ad un campione di 13-18enni rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, singole età anagrafiche e area geografica di residenza.

I risultati sono per certi versi sorprendenti. E rassicuranti. Il quadro raffigura infatti una generazione che riesce a collegare principi e convincimenti da una parte e l’agire quotidiano dall’altra. Questa coerenza etico-mentale si sostiene e rafforza in diversi modi. In primo luogo, l’adesione al tema della sostenibilità è alta, segno di una sensibilità radicata, si potrebbe dire “nativa” per la generazione dei Fridays for future, sia quando si tratta di attenzione verso le risorse ambientali, sia quando si tratta di gestione del denaro, e si trasforma, come accennato, in impegno individuale, concreto, e in comportamenti quotidiani virtuosi. I giovani italiani mostrano di pensare in modo nuovo, sostituendo al pensiero tradizionale, lineare, analitico, con l’”io” al centro del discorso, un “pensiero circolare”, capace di tenere insieme presente, passato e futuro, cause, effetti e soprattutto fini e implicazioni dell’agire, sostituendo dunque all’”io” il “noi” a cui sentono di appartenere.

In termini statistico-numerici, sia il punteggio medio dell’indice di consapevolezza ambientale che quello dell’indice di consapevolezza economica sono pari a 6.7 punti in una scala da 0 a 10.

Il 96.1% dei giovani italiani ha sentito naturalmente parlare del problema del cambiamento climatico. Ma anche l’impegno in prima persona dei giovani per ridurre lo spreco delle risorse naturali ottiene un punteggio pari a 6.7.

Ma, parallelamente, anche l’uso delle altre risorse è frutto di scelte ponderate. L’85.9% dei giovani infatti risparmia denaro con una finalità ben precisa (per realizzare un progetto o, secondariamente, per allontanare la paura di diventare povero). La capacità individuale di tenere sotto controllo le spese rimandando quelle non necessarie è pari a 7.1.

Da ciò si deduce che consapevolezza ambientale ed economica sono intimamente connesse: chi ha grande attenzione per le risorse naturali gestisce con uguale cura il denaro. Dalla consapevolezza della limitatezza — in alcuni casi vera e propria scarsità — delle risorse, evocata dalle ripetute crisi economiche, lavorative, sociali, climatico-ambientali e ora pure sanitarie, i giovani italiani sembrano aver imparato la responsabilità nell’uso dei beni di cui dispongono.

Si tratta di una consapevolezza che annulla anche qualsiasi differenziazione legata al sesso: l’attenzione per l’ambiente e per il denaro è trasversale alle ragazze e ai ragazzi. Tuttavia, su altri aspetti l’indagine, mostra ancora l’esistenza di condizionamenti e pressioni educative differenti. In particolare emerge un vincolo più forte che lega le ragazze agli altri nella “cura” (quando si tratta di decidere come spendere il denaro, le ragazze sono meno individualiste dei ragazzi e pensano di più alla felicità degli altri); a differenza dei maschi, le ragazze amano di più venire a conoscenza di storie di persone di diverse parti del mondo ma sono più dipendenti dal giudizio degli altri e mostrano minor sicurezza e autostima dei ragazzi. Le ragazze mostrano poi una maggiore autonomia dei ragazzi, i quali si mostrano al contempo più individualisti nelle scelte (ad esempio nell’uso del denaro) e, almeno a quanto dichiarano, più felici.

L’indagine ha tratteggiato anche diversi tratti della personalità dei giovanissimi riguardo ai temi oggetto dello studio, racchiudendole in tre grandi categorie: quelle degli “inquieti”, dei “curiosi” e dei “coscienziosi”. Gli inquieti sono i più tiepidi nei confronti della sostenibilità ambientale ed economica. Hanno tratti di personalità segnati dalla bassa autostima, dall’isolamento e dalla conflittualità. Fragilità, frustrazione e rabbia alimentano un circolo vizioso che li allontana dalla possibilità di essere protagonisti di una vita sostenibile e consapevole. I coscienziosi e i curiosi sono invece maggiormente coinvolti nella gestione consapevole delle risorse: i primi, grazie alla combinazione di fiducia negli altri e diligenza, aspetti che li rendono persone che confidano nelle regole e le rispettano; i secondi, grazie alla passione verso tutto ciò che è nuovo e diverso e che li rende un segmento ricettivo e aperto al cambiamento.

Per tutti, i genitori svolgono ancora un ruolo di primaria importanza: vengono infatti presi a modello da una larghissima maggioranza di ragazzi fra i 13 e i 18 anni sia quando si parla di sostenibilità ambientale sia quando si parla di sostenibilità economica. Il modello di riferimento familiare è quasi esclusivo per quanto riguarda la consapevolezza economica, perché i genitori sono la prima fonte di denaro, cosa che ne rafforza il loro primato educativo; sono spesso l’unico modello esistente, perché fuori dalla famiglia, nel contesto scolastico o relazionale, non si parla abbastanza di impiego del denaro e di educazione economica. Il 91.2% dei giovani italiani, dunque, si apprende dalla ricerca, si ispira ai propri genitori per la gestione del denaro. La percentuale sale al 93.2% se si considerano i più attenti alla sostenibilità economica.

Ma i genitori rivestono un ruolo altrettanto importante anche se meno esclusivo quando si tratta di sostenibilità ambientale, sia perché i ragazzi sono i protagonisti del cambiamento di attenzione verso l’ambiente; sia perché sono più bravi nell’adottare i nuovi comportamenti (fare la raccolta differenziata, prestare attenzione allo spreco di acqua, usare forme di mobilità alternativa, ecc.). Sia perché, infine, la questione ambientale è affrontata ampiamente dai media e nei contesti extra-familiari. Ciononostante, l’82.9% dei ragazzi si ispira ancora ai propri genitori per la gestione delle risorse ambientali.

A dimostrazione che, sebbene animati da una naturale propensione al cambiamento e all’apertura nei confronti degli altri, i ragazzi hanno un grandissimo bisogno che il mondo adulto non li tradisca (ma.be.).