· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
Le Comunità Laudato si’
San Giovanni Rotondo

Gomitoli di carità

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21 giugno 2021

Nasce nel novembre 2020, in un luogo significativo per la cristianità, la Comunità Laudato si’ di San Giovanni Rotondo. Un gruppo che parte dall’idea condivisa di giovani e adulti come il proseguimento di un cammino di crescita spirituale fatto insieme. «Dopo vari anni in cui ci siamo ritrovati a pregare, a meditare la Parola di Dio e a vivere momenti di condivisione e fraternità, è nata l’esigenza di aprirci agli altri», dicono i componenti. «Inizialmente eravamo un po’ scettici, ma leggendo e studiando l’enciclica ci siamo ritrovati nel concetto di ecologia integrale traendone una inesauribile fonte di ispirazione». E si parte con il lavoro, ascoltando il grido delle minoranze dal pianeta, le situazioni di fragilità che si hanno intorno. Si comincia con le buone pratiche, e per individuarle basta guardarsi intorno con occhi nuovi. Con questa nuova consapevolezza i ragazzi della Comunità vedono «situazioni prima invisibili»: ci sono i senzatetto della stazione di Foggia ai quali tendere la mano e, facendo rete con l’associazione di volontariato “Fratelli della Stazione” ci si organizza in turni di servizio per portare aiuto. La pandemia picchia duro e le relazioni sono difficili, «così ci siamo inventati un modo per coinvolgere le persone anziane per confezionare sciarpe e cappelli da donare ai senza fissa dimora del territorio». Nasce così la colorata iniziativa “Un gomitolo di carità”, e in pochissimo tempo si raccolgono lana e mani che lavorano. «Nei giorni prima di Natale abbiamo consegnato tanti pacchetti ed ognuno di noi ha fatto l’esperienza di ricevere molto di più di quello che aveva donato». La solidarietà non si ferma, anzi si moltiplica, e la fantasia viene in aiuto. «Durante la Settimana del Creato, in collaborazione con Legambiente e con Gargano Plastic Free abbiamo organizzato una passeggiata ecologica con raccolta e differenziazione dei rifiuti e anche un rosario sotto le stelle, grazie alla disponibilità della comunità monastica delle Clarisse, che hanno aperto il Monastero in un’ora certamente non consueta». Continuando ad intercettare i bisogni degli abitanti di San Giovanni Rotondo, le esigenze da colmare sono state le più diverse, dalla distribuzione dei pacchi Caritas, al doposcuola per i bambini, oppure il disbrigo delle pratiche per chiedere il reddito di cittadinanza. «Durante la Quaresima insieme al nostro vescovo abbiamo organizzato una Via Crucis — dicono i referenti — chiedendo perdono e pregando per i peccati ambientali del nostro territorio: abusivismo edilizio, scarico selvaggio di rifiuti, indifferenza verso migranti e sfruttamento delle tante ragazze vittime di tratta. E poi lavoro nero, infiltrazioni mafiose nella politica, e purtroppo molto altro». Tanti altri progetti sono in cantiere, tra cui l’apertura di uno sportello istituzionale che risponda ai bisogni del territorio, anche sfruttando le potenzialità professionali all’interno del gruppo, come avvocati, psicologi, medici, infermieri o docenti. E non ci si è tirati indietro neppure quando si è trattato semplicemente di consolare qualcuno, oppure offrire una spalla su cui piangere per metabolizzare un grande lutto: «Perché noi ci siamo, e ci mettiamo il cuore».

di Sabrina Vecchi