· Città del Vaticano ·

«Santità, cosa si aspetta?»

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19 giugno 2021

«Santità, cosa si aspetta dai diaconi romani?». La domanda posta a Papa Francesco dal diacono permanente Andrea Sartori — al quale tre anni fa è stata affidata a Cinecittà la parrocchia di San Stanislao, in cui vive con la moglie Laura e i figli — racconta di uno stile di servizio appassionato e creativo.

Uno stile confermato dalle parole di presentazione del centro diocesano per il diaconato rivolte al Pontefice dal cardinale vicario Angelo De Donatis. E dalle concrete testimonianze di due di essi, accompagnati dai familiari: Giustino Trincia, nominato proprio ieri direttore della Caritas di Roma, e lo stesso Andrea Sartori.

In attesa di incontrare il loro vescovo nell’aula della Benedizione in Vaticano, i diaconi e i loro familiari si sono preparati con un momento di riflessione incentrato, con canti e preghiere bibliche, sulle figure diaconali dei santi Stefano, Filippo, Lorenzo, Efrem e Francesco.

Erano un centinaio sui 137 diaconi romani: quelli non intervenuti sono anziani — l’età media è di 65 anni — e impossibilitati a uscire di casa. Tutti sposati, tranne tre celibi, provengono dalle più disparate esperienze lavorative. Sono mariti, padri, nonni; con loro operano altri cinque di altre diocesi ma attivi a Roma. E cinque sono anche i diaconi romani che svolgono la loro missione fuori dall’Urbe.

Hanno partecipato anche i 42 aspiranti al diaconato, anch’essi con le famiglie.

Il diaconato a Roma è stato ripristinato nel 1982. Fin da subito è stato costituito un apposito consiglio diocesano, formato da diaconi eletti e anche da tre mogli. C’è poi una équipe di formatori di cui fanno parte i diaconi stessi, alcune spose e diversi parroci.

Il delegato per il diaconato permanente è l’arcivescovo vicegerente Giampiero Palmieri; vicedelegato è don Francesco Galluzzo.

Dal 1982 a oggi sono due i diaconi — un celibe e un vedovo — divenuti presbiteri. Ogni diacono ha due o tre impegni precisi nelle parrocchie, negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole: per esempio su 36 referenti delle Caritas di prefettura 21 sono diaconi. E dieci di essi collaborano stabilmente con l’Elemosineria apostolica.