· Città del Vaticano ·

Nella diocesi di Albano il centro universitario «Giovanni Riva»

Per condividere
percorsi culturali
e di fede cristiana

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17 giugno 2021

«Condividere insieme percorsi di fede cristiana e di studi è davvero molto importante per i giovani e questa nuova struttura aiuterà proprio in questa condivisione di intenti tra i ragazzi. È un’opera davvero meritoria, dal punto di vista secolare e cattolico, e ringrazio tutti per l’impegno profuso nel realizzarla». Così, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi, già vescovo di Albano, nel suo breve indirizzo di saluto all’inaugurazione, nei giorni scorsi, del centro universitario “Giovanni Riva”, una struttura residenziale che sorge a Marino, lungo quell’antica via Appia che porta a Roma. Il porporato ha poi voluto richiamare ai presenti le figure bibliche di Sara e Abramo, tracciando un paragone con questa opera «che è generativa» con l’azione diocesana delle varie pastorali che ha suscitato altre opere «come dei figli». Questa, in particolare, nasce in seno alla pastorale universitaria diocesana, fortemente voluta sei anni fa proprio dallo stesso Semeraro e il cui coordinatore è don Nicola Riva, dell’Opera di Nazaret, figlio di quel Giovanni, grande educatore e appassionato uomo di scuola cui il centro è stato intitolato: «Questa struttura — ha spiegato lo stesso don Nicola Riva — ha l’obiettivo di diventare un punto di riferimento dove promuovere la cultura e l’impegno sul territorio, con una visione cristiana, multidisciplinare e unitaria di differenti saperi, conoscenze e discipline. L’intento è quello di coinvolgere ovviamente studenti, studentesse, ma anche insegnanti ed educatori in incontri, dibattiti, spettacoli, mostre, studi, pubblicazioni e altre iniziative, non appena le condizioni sanitarie consentiranno al meglio tutto questo. Anche in questo territorio c’è una gioventù che chiede di essere incontrata ed ascoltata e noi vogliamo offrire un’esperienza a misura di giovane universitario».

Una domus, come ha tenuto a sottolineare ancora il responsabile della pastorale universitaria diocesana, che è stata sì pensata come un luogo di ospitalità per studenti universitari che hanno necessità di trovare vicino a Roma una residenza per il periodo degli studi, ma che non vuole ridursi al compito di pensionato o affittacamere, quanto piuttosto ad un luogo in qualche modo privilegiato dove coniugare cultura e fede cristiana, aperto e accogliente per tutti.

Una presenza sul territorio e per il territorio che è stata testimoniata anche dalla presenza, alla cerimonia inaugurale, del vicario diocesano monsignor Franco Morando, di altri parroci, di alcune suore in rappresentanza delle varie congregazioni religiose presenti in diocesi, degli scout e del coro giovanile di Cava dei Selci, oltre che di tanti fedeli della vicina parrocchia di Santa Maria delle Mole.

Il centro universitario di Marino può accogliere, pure nella modalità residenziale, fino ad un centinaio di giovani e rappresenta anche un’opera-segno dell’utilizzo dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Il tutto, come detto, è affidato alle cure dell’associazione internazionale privata di fedeli di diritto pontificio “Opera di Nazaret”, con alcuni laici consacrati che, assieme a don Nicola Riva, provvederanno a gestire il tutto secondo le varie competenze. E all’inaugurazione è intervenuta anche la presidente nazionale dell’Opera di Nazaret, Maria Paola Attali, che ha voluto ricordare in particolare la figura di Giovanni Riva, morto qualche anno fa a Reggio Emilia e fondatore dell’associazione laica “Opera di Gesù”, un uomo capace di testimoniare la sua appartenenza cristiana proprio nell’educazione e nella formazione di giovani di ogni cultura, lingua e nazione. Un profilo cristiano ripercorso ai presenti anche dall’intervento di Elena Lanzoni che oggi, da Reggio Emilia, coordina un gruppo di insegnanti di vari Paesi e che si richiamano proprio alla centralità dell’educazione e del rapporto con i giovani caro a Giovanni Riva e che in questo centro universitario vede ora un ulteriore compimento.

di Igor Traboni