· Città del Vaticano ·

Allarme dell’Unhcr

Respinti gli sfollati
di Cabo Delgado

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12 giugno 2021

«Non respingete gli sfollati in fuga da Cabo Delgado». L’organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) punta i fari sulla tragedia del Mozambico settentrionale, squassato dall’assalto jihadista al territorio ed ai civili. Un’ondata umana, spinta dai massacri e dai sequestri di persona, preme sui paesi confinanti, necessitando di tutto: dal pane quotidiano alla protezione della vita.

Un disastro umano testimoniato al mondo da Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre), che riporta le voci dei sacerdoti dall’area di Cabo Delgado. Dire 750.000 sfollati e centinaia di rapimenti di adolescenti e bambini ha la freddezza di cifre mostruose alle quali l’opinione pubblica è ormai assuefatta. Meglio ricordare che è impossibile contare i bambini rapiti a case in fiamme, i maschi per diventare soldati le femmine per essere spose, nella migliore delle ipotesi: nella peggiore trastulli da abbandonare alla deriva, a 12-13 anni, devastate nel corpo e nell’equilibrio mentale. Meglio ricordare che migliaia di disperati cercano protezione internazionale oltre confine, tantissimi dal Mozambico alla Tanzania. Diecimila persone, da gennaio scorso, sono state obbligate a tornare indietro attraverso il varco di Negomano verso insicurezza, fame e morte. È di questo che parla l’ Unhcr quando chiede ai vicini di fermare i respingimenti e alle forze in campo di consentire aiuti immediati e vitali ai dispersi sul territorio con l’unico bene della vita a rischio ogni minuto. Persone che avrebbero diritto ad asilo e protezione. Respinti dalle frontiere.