· Città del Vaticano ·

La presidente del Bambino Gesù

Il dono e il discernimento

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12 giugno 2021

Un libro nato in una sera d’estate, da un dialogo tra amici, tra il gesuita Francesco Occhetta e Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Una pubblicazione, edita da Rizzoli e presentata a Roma il 10 giugno, che ripercorre non solo la parabola lavorativa di Enoc, ma ne racconta il percorso umano, fatto di speranze e paure, gioie e ferite, le battaglie vinte e quelle perse, però combattute sempre fino in fondo.

Il libro, spiega padre Occhetta, «nasce da una comune provenienza mia e della presidente Enoc dalla terra di Novara, e vuole riunire, come in una collana, le molte perle della sua vita. Abbiamo voluto far partire questo racconto dal suo impegno nell’Azione cattolica diocesana, alla sua presenza in Confindustria e successivamente alla Fondazione Cariplo e poi la sua fondamentale presenza nel campo sanitario. Ma tutto questo cammino è attraversato da una grande fede, che l’ha aiutata a superare e riuscire in situazioni che a volte sembravano impossibili».

Passione, creatività e inquietudine, sono alcune parole che ritornano spesso nel volume. Ma che ritratto ne viene fuori?

Ci sono delle testimonianze, che hanno lasciato tracce importanti nella sua vita, come il suo parroco, la sua catechista, monsignor Aldo Del Monte che è stato vescovo di Novara, a madre Anna Maria Canopi, fondatrice e prima badessa dell'abbazia benedettina Mater Ecclesiae nell’isola di San Giulio, sul lago d’Orta. Ne esce un ritratto di una donna sicuramente forte, ma anche con delle sue debolezze, su cui Dio ha potuto operare per trasformarle in punti di forza. Ed è stata proprio la sua testimonianza di vita a darle credibilità per portare avanti progetti anche molto complicati.

Quanto il percorso spirituale professionale e umano ha avuto conseguenze nell’esperienza dell’Ospedale Bambino Gesù?

La presidente Enoc ha cercato sempre di unire questo binomio tra fede e ragione. Per lei il Bambino Gesù è la testimonianza della Chiesa di guarire i bambini e fare tutto quello che è possibile, non chiedendosi quanto costa quando si tratta di malattie rare che hanno bisogno di ricerca e di investimento. Poi adesso insieme a Papa Francesco a cui lei è legatissima, il Bambino Gesù ha avuto delle proiezioni che sono arrivate nel mondo in Paesi poverissimi, come l’ospedale di Bangui, che è stato un desiderio del Pontefice dopo la visita in quella terra poverissima dove tanti bambini muoiono.

E a lei cosa è rimasto di questo dialogo con la dottoressa Enoc?

Mi è rimasto prima di tutto l’esercizio dell’ascolto, che trasforma la mente e il cuore di chi lo pratica. Credo che lei sia una grande testimone del nostro tempo, e come diceva l’apostolo Paolo, lo stare in Cristo lo si vive nella propria storia, ma anche attraverso la potenza dei doni che il Signore ci ha affidato, e Mariella Enoc questi talenti non li ha sotterrati, ma li ha messi a disposizione nella missione che il Signore le ha affidato.

di Marina Tomarro