· Città del Vaticano ·

Pontificio ateneo Sant’Anselmo

«A solis ortu usque ad occasum»: liturgia e scienza

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12 giugno 2021

Dall’oriente all’occidente: questa bella frase presa dalla iii Preghiera Eucaristica del Messale di Paolo vi, definisce in maniera esaustiva la missione della Chiesa che celebra la liturgia, mentre rende gloria a Dio e santifica il popolo dei battezzati. Questa liturgia non conosce limiti di tempo, di spazio, di lingue o di culture. In un’incessante lode, la liturgia della Chiesa chiama tutti i popoli a elevare a Dio il sacrificio della lode e a vivere la carità, mentre ne viene nutrita, per continuare pellegrina sulla terra.

Questa vita liturgica ha però bisogno di una continua e solida formazione (Sacrosanctum Concilium 14-15) a cui il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma ha contribuito sin dall’inizio della sua storia fondativa. Già a partire del 1950 esisteva un primigenio Institutum Liturgicum Anselmianum dedito all’edizione delle fonti liturgiche che preparavano l’avvenimento del rinnovamento conciliare. Ma fu nel 1961 che diventò Pontificio Istituto Liturgico, affidato alla Congregazione Benedettina sotto l’auspicio del santo Papa Giovanni xxiii . Da quel momento si è caratterizzato come centro internazionale degli studiosi della liturgia e per la liturgia, proprio da oriente fino ad occidente.

Insieme ai pionieri P. Cipriano Vagaggini e P. Salvatore Marsili, i nomi di illustri liturgisti si incatenano in una storia di studio, ricerca e amore per la liturgia, sempre scandita dalla vita liturgica monastica accanto a una giusta visione universale. Lo studio della liturgia prende un voluto accento scientifico e storico senza mai dimenticarne l’apertura pastorale, antropologica, inculturata e di confronto con le grandi correnti del pensiero di ogni tempo. Tutto a servizio della formazione dei numerosi studenti che da un confine all’altro della terra arrivano a Sant’Anselmo per, una volta formati, poter servire le loro comunità, le loro diocesi e i propri centri di formazione in campo liturgico, come auspica Papa Francesco nel proemio di Veritatis Gaudium 3.

Così da sessanta anni, ieri come oggi, — con una attenzione all’oriente e all’occidente — lo scambio e il dialogo sapienziale tra docenti e studenti si adegua alle esigenze del tempo presente sia in forma presenziale, sia on-line o in modalità mista. Più di trecento studenti frequentano i programmi istituzionali dello studio della liturgia. Tanti altri, tra i quali molti laici e laiche, ampliano la loro formazione nei corsi di Alta specializzazione in Arte e Architettura per la Liturgia, Ars Celebrandi, Musica e Pastorale Liturgica. Importante è anche la collaborazione con la diocesi di Roma nella formazione liturgica lettori, accoliti, catechisti e ministri straordinari della liturgia che trovano nelle nostre aule un luogo dove poter crescere nella fede e prepararsi al servizio liturgico nelle proprie comunità. Tutto ciò senza rinunciare alle pubblicazioni scientifiche che ci permettono di dialogare con il mondo universitario internazionale grazie all’alta qualità degli attuali docenti e le grandi capacità delle nuove generazioni che si inseriscono progressivamente alla vita dell’Istituto.

Dall’alba fino al tramonto, dai quattro punti cardinali, le voci della liturgia si fanno presenti al Pontificio Istituto Liturgico dove lo studio della Liturgia ci porta ad amare la Chiesa e a celebrare in essa i santi Misteri: celebrare e proclamare il Mistero della fede, annunciare la Morte e la Risurrezione del Cristo, fino al giorno della sua venuta, mentre ci impegniamo nello studio e nell’amore vicendevole, secondo il Vangelo.

di Jordi-A. Piqué, osb
Preside del Pontificio Istituto Liturgico