· Città del Vaticano ·

Il cardinale Parolin al webinar organizzato da Santa Sede e Fao

Mettere al centro
l’ecologia integrale

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11 giugno 2021

«Il momento storico che stiamo vivendo, caratterizzato dalla rapida e inesorabile diffusione del Covid-19, sta mettendo alla prova il mondo intero e gli stessi sistemi alimentari ne subiscono profondamente l’impatto nel presente e nel futuro. I conflitti, gli shock economici e gli eventi meteorologici estremi continuano a gettare milioni di persone nella morsa della fame». Con queste parole, il segretario di stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, ha lanciato un allarme a tutta la comunità internazionale sulle crisi alimentari in corso nel mondo.

Intervenendo lo scorso 31 maggio al terzo e ultimo appuntamento della serie di webinar organizzati dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e dalla Commissione Vaticana Covid-19, in collaborazione con la Fao, il Pam e l’Ifad, il cardinale Parolin ha sottolineato che «per garantire pace e sviluppo, inteso come miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni che patiscono fame, guerra e povertà, sono necessarie azioni concrete, incisive ed avvedute». Questo momento storico «che ha messo in luce una serie di crisi: sanitaria, alimentare, ambientale, socioeconomica, tra loro concatenate, rappresenta un’occasione di ripartenza che non ci possiamo permettere di sprecare».

I dati parlano chiaro. «Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questi numeri, dietro i quali vi sono persone» ha detto il cardinale. Secondo l’ultimo Rapporto mondiale sulle crisi alimentari, pubblicato lo scorso 5 maggio dalla Rete Mondiale contro le crisi alimentari (Gnafc), nel 2020 il numero di persone esposte al rischio di insicurezza alimentare acuta e bisognose di aiuti umanitari urgenti e di sostegno alla sussistenza ha raggiunto il dato più alto degli ultimi cinque anni. Almeno 155 milioni di persone sono state esposte al rischio di insicurezza alimentare acuta in 55 Paesi, oltre 75 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni hanno sofferto di ritardi nella crescita, e più di 15 milioni di denutrizione.

Di fronte a una situazione tanto drammatica, solo «un’attenta e corretta trasformazione dei sistemi alimentari può svolgere un ruolo significativo» ha spiegato Parolin. «Questo processo riguardante i sistemi alimentari debba essere orientato affinché essi siano in grado di aumentare la resilienza, rafforzare le economie locali, migliorare la nutrizione, ridurre lo spreco alimentare, fornire diete sane accessibili a tutti, essere sostenibili dal punto di vista ambientale e rispettose delle culture locali».

A partire da queste considerazioni, il cardinale Parolin ha tracciato un bilancio della serie di webinar organizzati dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la Commissione Vaticana Covid-19. In particolare, dal lavoro svolto sono emersi quattro punti essenziali: la urgenza di adottare una nuova visione del mondo, fondata sul concetto centrale della Laudato si’, l’ecologia integrale; il rispetto della dignità umana e «il riconoscimento del diritto di ogni persona ad essere libera dalla povertà, dalla fame e dalla malnutrizione»; la necessità di recuperare la centralità del settore agricolo, e quindi del ruolo dei piccoli agricoltori e delle famiglie agricole; l’importanza di fondare il processo di gestione dei sistemi alimentari su un processo di educazione che verta su «una necessaria transizione dalla cultura dello scarto e dello spreco, attualmente prevalente nella nostra società, alla cultura della cura». La pandemia — ha ricordato Parolin — «ci ha fatto sperimentare che l’incertezza e la fragilità sono dimensioni costitutive della condizione umana che riguardano tutti. Occorre rispettare questo limite e tenerlo presente in ogni progetto di sviluppo, prendendosi cura delle vulnerabilità altrui. Papa Francesco individua nella capacità di amare la via maestra che garantisce la sicurezza alimentare e la sicurezza umana nella sua totalità»

La serie in tre parti dei webinar è iniziata durante la Settimana della Laudato si' (16-24 maggio). Il progetto, intitolato “Cibo per la Vita, Giustizia Alimentare, Cibo per Tutti”, ha voluto dare voce in particolare alle donne, alle comunità indigene, alle persone che vivono in situazioni di crisi, ai piccoli agricoltori per imparare dalle loro esperienze e dalla saggezza tradizionale per assicurare dibattiti globali e piani d’azione all'altezza delle problematiche. Lo scopo finale è quello di dare un contributo critica al dibattito internazionale in vista soprattutto del summit sui sistemi alimentari che si svolgerà a settembre nel quadro dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Dal 19 al 21 luglio si svolgerà a Roma il pre-vertice sui sistemi alimentari. L’evento riunirà giovani, piccoli agricoltori, popolazioni indigene, ricercatori, rappresentanti del settore privato, leader politici e ministri dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute e delle finanze, per raccogliere approcci scientifici e buone pratiche per il settore provenienti da tutto il mondo, lanciare una serie di nuovi impegni attraverso azioni condivise e costruire nuove alleanze. «Il pre-vertice in Italia sarà un momento fondamentale per mobilitare gli sforzi ambiziosi di cui abbiamo bisogno per costruire sistemi alimentari sostenibili che funzionino per le popolazioni e per tutto il pianeta» ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, spiegando le ragioni dell’iniziativa. «Attraverso un’azione accelerata possiamo ricostruire un mondo migliore post Covid-19, combattere la fame crescente e affrontare la crisi climatica».

di Luca M. Possati