· Città del Vaticano ·

Il Pontefice al Movimento «John 17»

Insieme nell’amore
noi cristiani
possiamo cambiare il mondo

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10 giugno 2021

«Insieme nell’amore noi cristiani possiamo cambiare il mondo, possiamo cambiare noi stessi, perché Dio è Amore!»: lo ha sottolineato Papa Francesco nel videomessaggio inviato ai partecipanti al ritiro spirituale — promosso dal Movimento «John 17» — che si svolge in modalità online presso il Saint’s Joseph Seminar di New York. Tra i fondatori dell’iniziativa ecumenica ispirata dalla preghiera di Gesù «che siano tutti una cosa sola» (Giovanni, 17), c’è il pastore Joe Tosini, citato dal Pontefice nel videomessaggio che è stato diffuso nel pomeriggio di mercoledì 9, e del quale pubblichiamo una traduzione dallo spagnolo.

Cari amici del Movimento «John 17»,

So che siete riuniti a New York, nel Saint’s Joseph Seminar, il cui Rettore è il Vescovo James Massa, con la partecipazione del Cardinale Joseph Tobin, vi saluto cordialmente e vi ringrazio per il vostro impegno con «Jonh 17». È un ritiro speciale su «Riconciliazione Relazionale, un Nuovo Cammino per la Riconciliazione dei Cristiani» (cfr. Gv 17, 13-17).

Nella Veglia di Pentecoste, organizzata dalla Commissione per l’Unità dei Cristiani di C haris , nel momento trasmesso a tutto il mondo da Gerusalemme, ho ricordato proprio quanto mi commuove l’espressione degli Atti degli Apostoli con la quale definivano la prima comunità cristiana quanti la incontravano: «Guardate come si amano».

Il Movimento «John 17» è sull’amore di quanti, attorno al tavolo, prendendo un cappuccino, pranzando o gustando un gelato, si scoprono fratelli, non per il colore, né la nazionalità, né la provenienza, né le diverse forme in cui vivono la propria fede, ma come figli di uno stesso Padre. E, anche se non c’è un tavolo, anche se non c’è un cappuccino, anche se non c’è un gelato, anche se non c’è un caffè, perché ci sono povertà e guerra, siamo comunque fratelli, e lo dobbiamo dire gli uni agli altri. Senza pensare né alla provenienza, né alla nazionalità, né al colore della pelle, siamo figli di uno stesso Padre. L’amore non ha bisogno di profonde conoscenze teologiche, che sono tuttavia necessarie. L’amore è un incontro di vita, prima con il Signore Gesù, con la persona di Gesù, e da lì, da questo incontro di amore, nascono l’amicizia, la fratellanza e la certezza di essere figli dello stesso Padre. La vita che si condivide e si dedica a un fine superiore: l’amore può cambiare il mondo! Tutto nasce da lì, da un incontro fraterno, l’amore può cambiare il mondo, ma prima cambia noi stessi.

Insieme nell’amore noi cristiani possiamo cambiare il mondo, possiamo cambiare noi stessi, perché Dio è Amore!

So che avevamo una data per incontrarci in questi ultimi mesi e che la pandemia non lo ha permesso. C’incontreremo più avanti, speriamo presto, prima della fine dell’anno.

Vi esorto a continuare a camminare insieme condividendo la vita e l’amore fraterno. Il Movimento «John 17» e la testimonianza che avete condiviso con me ogni volta che ci siamo incontrati, mi dà speranza, mi dà gioia. Come dice Joe Tosini, l’amore è la cosa più importante del mondo, eppure nessuno insegna come amare! Ami o non ami, ma l’amore che si è fatto carne, l’amore che ha dato la propria vita per noi, questo è il cammino, molte volte confondiamo l’amore con una specie di filosofia platonica, idealista. l’amore è concreto, l’amore dà la vita per gli altri, come Gesù l’ha data per noi. Forse perché l’amore non si insegna, si vive! Voi ce lo state insegnando vivendolo!

Che Dio vi benedica e a presto! E per favore, non dimenticatevi di pregare per me, perché questo lavoro non è per niente facile. A presto!