· Città del Vaticano ·

In un’area controllata dalle forze governative

Afghanistan,
attacco talebano
contro gli sminatori

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
09 giugno 2021

Non si attenua la tensione in Afghanistan. I talebani hanno ucciso almeno 10 sminatori nella provincia settentrionale di Baghlan, ultimo episodio di violenza nel Paese dove è in atto il ritiro delle forze straniere. Lo ha comunicato ieri il portavoce del ministero dell’Interno, Tarq Arian.

«I talebani sono entrati nel compound di un’agenzia che si occupa delle operazioni di sminamento e hanno iniziato a sparare a tutti», ha riferito il portavoce. Il portavoce del governatore della provincia di Baghlan, Jawed Basharat, ha detto all’Afp che l'attacco dei talebani è avvenuto in un’area controllata dalle forze governative. «Gli aggressori avevano il volto coperto da maschere», ha detto. L’Afghanistan è uno dei Paesi più infestati da mine al mondo, conseguenza di decenni di guerra. Negli ultimi mesi la provincia di Baghlan è stata teatro di violenti scontri, a volte quotidiani in alcuni distretti, tra le forze governative e i talebani. La violenza è aumentata dal 1° maggio, quando le forze statunitensi hanno iniziato la fase finale del loro ritiro che sarà completato entro l’11 settembre.

Il portavoce politico dei talebani, Suhail Shaheen, ha riferito che poche settimane fa una loro delegazione ha incontrato la delegazione governativa in Qatar, rinnovando l'impegno a trovare una soluzione pacifica e chiedendo un nuovo round di negoziati. I talebani, e successivamente il Governo di Kabul, avevano proclamato un cessate-il-fuoco di tre giorni per la fine del Ramadan. Tregua rispettata dalle due parti, ma poi rotta venerdì 14 maggio da una potente esplosione in una moschea alla periferia della capitale che ha provocato la morte di 12 persone tra le quali l’imam. Un attentato rivendicato dal sedicente stato islamico (Is).

Questi attacchi si inseriscono in un quadro purtroppo drammatico. Pochi giorni fa l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) ha chiesto un maggiore sostegno da parte della comunità internazionale per la popolazione afghana, che comprende gli sfollati all’interno dei confini nazionali ed i rifugiati che cercano sicurezza fuori dal Paese. «L’Afghanistan si trova ad uno snodo critico e storico — ha dichiarato Raouf Mazou, assistente dell’Alto commissario dell’Unhcr per le operazioni — parallelamente agli sforzi in corso per trovare la pace, le attività di supporto e di sviluppo devono essere intensificate in modo simultaneo».

I dati sono drammatici. Solo nel 2021, più di 100.000 afghani sono stati costretti a lasciare le proprie case, in un crescendo di violenza. L’Afghanistan ha oggi una popolazione di quasi 35 milioni di persone, la maggior parte delle quali giovani, che devono affrontare insicurezza e difficili sfide economiche. Milioni rimangono gli sfollati interni, altri attraversano il confine e vengono ospitati da Paesi come Iran e Pakistan, nonostante il devastante impatto della pandemia di covid-19.