· Città del Vaticano ·

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
L’iniziativa Living Laudato si’ Philippines

Ecologia a 360 gradi

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07 giugno 2021

La conclusione dell’Anno speciale per l’anniversario dell’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ segna una “sfida” e insieme un “inizio di un nuovo cammino” con la partecipazione alla Piattaforma di Iniziative Laudato si', un percorso lungo 7 anni: è «il viaggio di una vita, della consapevolezza per noi tutti che dobbiamo fare qualcosa insieme» per la cura della casa comune. Rodne Galicha è il direttore esecutivo di Living Laudato Si’ Philippines, un’organizzazione di laici cattolici nata nel 2018 a Manila e diffusasi in tutte le Filippine, il cui obiettivo è responsabilizzare i cittadini e le istituzioni ad adottare stili di vita e comportamenti all’insegna della salvaguardia del creato, promuovendo uno sviluppo sostenibile e un profondo impegno contro i cambiamenti climatici.

Living Laudato Si’ Philippines è una delle realtà giovanili che anima la Piattaforma di Iniziative Laudato si’ (LS Action Platform), lo strumento d’azione che il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha lanciato alla chiusura della Settimana Laudato si’ organizzata per celebrare la fine dell’anno voluto dal Pontefice per riflettere sull’enciclica del 2015 e fare il punto sui progressi compiuti dalla Chiesa e dai cattolici di tutto il mondo sulla via della conversione ecologica. Ne ha parlato lo stesso Papa Francesco nel videomessaggio del 25 maggio, dopo aver annunciato l’iniziativa la domenica precedente in Piazza San Pietro.

Già l’anno scorso, nel quinto anniversario della pubblicazione del documento, Francesco aveva invitato tutte le «persone di buona volontà» a prendersi cura concretamente «della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili». Ora la Piattaforma di Iniziative Laudato si’ «cerca di tradurre in azione il sogno di Papa Francesco», spiega don Joshtrom Isaac Kureethadam, coordinatore del settore Ecologia e Creato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. «Nella sua enciclica il Pontefice ci ha proposto di creare un movimento popolare, dal basso, per la cura della nostra casa comune. Alla fine dell'Anno Laudato si’ abbiamo pensato che il momento è arrivato, sia per l'urgenza di quel duplice grido della terra e dei poveri di cui parla l’enciclica, che è diventato ancora più forte e doloroso in questi anni, sia perché è quanto mette in evidenza l’attuale pandemia. Non direi che stiamo cominciando qualcosa di nuovo — riflette il salesiano — perché grazie all’azione dello Spirito Santo in tante parti del mondo le comunità, i leader, le parrocchie, le scuole, le università, gli ordini religiosi si stanno muovendo e sono già tanto impegnati a mettere in pratica l’enciclica».

La Piattaforma Laudato si’, prosegue don Kureethadam, cerca dunque di «dare una struttura, uno spirito comune a tutte le iniziative, con un obiettivo molto specifico: rendere le nostre comunità totalmente sostenibili, secondo lo spirito dell’ecologia integrale, in un percorso di 7 anni. Abbiamo individuato altrettanti settori, a cominciare dalle nostre famiglie, poi le parrocchie e le diocesi, le scuole e le università, gli ospedali e i centri di assistenza sanitaria, il mondo dell’economia con le imprese, anche quelle agricole, il settore dei gruppi, dei movimenti e delle ong cattoliche, quindi quello degli ordini religiosi», aggiunge. A collaborare nel progetto col Dicastero vaticano, la Caritas Internationalis, il Movimento cattolico mondiale per il clima (Gccm), l’Unione delle superiori e dei superiori generali, la rete Cidse - Insieme per la giustizia globale e varie realtà giovanili, tra cui anche la Don Bosco Green Alliance, ed ecclesiali, come la Repam.

L’urgenza, aggiunge il coordinatore del settore Ecologia e Creato, è quella di «rispondere al grido della terra, per l’energia, l'acqua, la biodiversità, e al grido dei poveri, perché in tutto quello che facciamo mettiamo al centro, come ci invita a fare il Papa, i più vulnerabili, non perché vittime ma come protagonisti di questo cammino». Si punta inoltre ad un’economia, un’educazione e una spiritualità ecologiche, all’adozione di stili di vita semplici, all’impegno comunitario. Già migliaia le persone che hanno fatto proprie le iniziative della Piattaforma Laudato si’: «La nostra speranza — dice don Joshtrom — è che ogni anno potremo almeno raddoppiare il numero delle comunità che aderiscono a questo cammino e così arrivare alla “massa critica”, che è il vero obiettivo. Cominciamo come Chiesa Cattolica, ma speriamo che possa diventare un cammino ecumenico, interreligioso, di altre realtà, l’importante è avere un dialogo tra tutti noi per ricostruire la nostra casa comune».

A proposito dell’economia ecologica proposta nella Piattaforma, l’organizzazione Living Laudato Si’ Philippines negli ultimi due anni, spiega Rodne Galicha, si è per esempio concentrata «sulla campagna per il disinvestimento, perché abbiamo davvero bisogno di considerare come spendiamo le nostre risorse finanziarie e come rispondiamo alla sfida della Laudato si’, in particolare sui depositi finanziari, perché alla fine dei conti è il modo in cui spendiamo i nostri soldi e sosteniamo industrie e attività che può danneggiare la casa comune», aggiunge. L’attenzione della realtà filippina è focalizzata anche sulla campagna #LS211, che incoraggia giovani e adulti ad essere, tramite “piccoli atti d'amore”, degli “eco-cittadini ovunque, in qualsiasi momento, a scuola, a casa o sul posto di lavoro”. In particolare nelle scuole e nelle università cattoliche, Living Laudato Si’ Philippines propone la conoscenza dell’enciclica «non solo integrando la Laudato si’ nel curriculum — precisa Galicha — ma in tutte le sfaccettature dei piani di attività delle istituzioni educative».

Sul piano delle comunità di fedeli, in due parrocchie della diocesi filippina di Romblon, quella del Santo Niño nel villaggio di Danao, sull'isola di Sibuyan, e quella di San Tommaso di Villanova sull'isola di Tablas, sono state inoltre costruite una Cappella Vivente (Living Chapel) e dei Giardini Laudato si’. Proprio a San Tommaso, «i parrocchiani stanno realizzando una scala di 500 gradini, che dal Giardino Laudato si’ conduce alla Cappella Vivente: vogliamo così commemorare — ricorda Rodne — i 500 anni dell’arrivo del cristianesimo nelle Filippine», che ricorrono in questo 2021, dando prova che la Chiesa continua ad essere “casa per gli emarginati e gli oppressi” di cui ascoltiamo il grido e ad esso rispondiamo.

D’altra parte l’Anno Laudato si’, riflette don Kureethadam, «è stato veramente un momento di grazia, nel pieno della crisi della pandemia che stiamo ancora vivendo: credo che i nostri fedeli e la gente abbiano visto con gioia ed entusiasmo la proposta di attuare quel cambiamento per un’ecologia integrale che anche la pandemia ci richiede». La “buona notizia”, gli fa eco Rodne Galicha, è che «stiamo entrando in un nuovo cammino, ad ogni livello della nostra società».

di Giada Aquilino