· Città del Vaticano ·

Se la stoccata più bella
è una scuola «a pane e sport»

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05 giugno 2021

Rimango particolarmente colpita ogni qualvolta ascolto Papa Francesco parlare di sport. Il suo paragonare la condotta sportiva a quella dell’uomo di fede, ma anche il suo focalizzare l’attenzione sul «gioco di squadra», sui «sacrifici», sulla disciplina e sui valori, toccano le corde del mio cuore da sportiva. Esse esprimono non solo grande passione, ma soprattutto concreta conoscenza di quello che è il valore più profondo dello sport.

Ho avuto la fortuna di avere genitori lungimiranti che hanno avviato sin da piccole allo sport le loro figlie. Essere cresciuta «a pane e sport», mi ha formata come atleta, come donna e come cittadina.

Lo sport, infatti, non è solo agonismo. È attività motoria e fisica, ma è anche socialità, integrazione, inclusione e soprattutto è una straordinaria agenzia valoriale. Lo sport è il linguaggio universale che unisce i popoli, che non conosce distinzioni e differenze, ed è lo stimolo forte che spinge ad uscire fuori dai centri di riabilitazione i tanti atleti paralimpici. Lo sport è l’adulto che fa attività motoria perché ne conosce i benefici per la salute, ed è il bambino che convoglia la sua smania di muoversi dentro regole ben fisse. Il mondo dello sport è un universo che si regge su due pilastri: passione e valori.

Non ci sarebbe stata alcuna ”Vezzali” senza la passione di un tecnico capace di trasmettere, con autorevolezza prim’ancora che con autorità, non solo le nozioni della disciplina ma i veri valori della vita: il rispetto delle regole, l’avversario da non interpretare come nemico, i sacrifici necessari per raggiungere ogni obiettivo e la serietà nell’impegno.

Oggi, da donna e mamma e non solo da sportiva e sottosegretaria di Stato allo Sport, sono spinta ad impegnarmi proprio dalla gratitudine nei confronti dello sport per quanto mi ha dato nel mio percorso di crescita umana.

La mia «buona battaglia da combattere», per citare san Paolo, è proprio questa: porre le basi per una società che permetta di far avvicinare allo sport i più piccoli, perché — come ho sempre sostenuto — se tutti crescessimo facendo sport questa Italia sarebbe meno litigiosa e più rispettosa delle regole.

Sto lavorando per un investimento sul futuro, che parte dalla consapevolezza che, oggi, in Italia, non possiamo più permettere ai nostri figli di conoscere lo sport a scuola solo quando sono già adolescenti e formati. È tempo di prevedere l’inserimento dell’insegnante di scienze motorie sin dalla scuola primaria!

Si tratta di una sfida che, per me, vale più di una Olimpiade e che — sebbene se ne parli da 70 anni — oggi ha un orizzonte possibile. C’è la giusta sinergia istituzionale, c’è la convergenza politica e c’è la consapevolezza che la «crisi» legata alla pandemia deve essere vissuta come momento di svolta e di cambiamento in positivo.

È un assalto che vale più di un oro olimpico, ma stavolta so di non essere da sola in pedana. Mi danno forza le parole di Papa Francesco nella sua lettera ad un atleta: «Giocati l’opportunità, spenditi fino in fondo, conserva la tua passione. E quando qualcuno ti dirà “basta, rinuncia!”, tu provaci ancora una volta: resisti un istante in più. Potrebbe essere quello decisivo: ci sono attimi che, da soli, valgono tutto l’oro del Mondo».

di Valentina Vezzali


Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri italiano con delega allo Sport, Valentina Vezzali è tra le atlete più vincenti della storia in assoluto. Con il suo fioretto ha vinto 9 medaglie olimpiche (6 ori), 16 titoli mondiali e 13 europei, 5 Universiadi, 2 Giochi del Mediterraneo e 11 volte la Coppa del mondo (79 successi).