· Città del Vaticano ·

Economia e cultura

Le ragazze del parco
di Selinunte

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
01 giugno 2021

Il gemellaggio dell’associazione Kòrai con il Ghana è partito grazie alla valorizzazione del Kente, un pregiato tessuto indossato dai re


Era il 22 luglio 2011 e in Sicilia, a Palermo, 9 giovani donne — geologhe, restauratrici, giuriste, storiche dell’arte — sull’onda dell’entusiasmo del prestigioso Premio Mumex, indetto da Mibact e Mise per il Master in Gestione del patrimonio archeologico, tentano un’avventura creativa. «L’abbiamo chiamata Kòrai, perché, già nell’etimologia greca, indicasse il ricongiungimento tra noi, fanciulle, e una terra, quella del Parco Archeologico di Selinunte, in cui si respira la cultura antica. Avevamo lavorato insieme alla progettazione di un polo museale per la valorizzazione della chora (territorio di influenza) dell’area antica, integrandola in percorsi di valorizzazione delle risorse culturali considerate minori — racconta Susanna Gristina, una delle Korài fondatrici dell’associazione — e l’idea di un attrattore culturale con al centro il parco, che fungesse da volano per tutto il vasto territorio che si snoda da Mazara del Vallo a Cattolica Eraclea, ci coinvolse a tal punto da costituire una cooperativa, che desse seguito a quell’esperienza accademica e in cui la dimensione culturale del recupero della regione e delle sue risorse si traducesse in una missione a 360°».

Contando su competenze diversificate e sulla forza dell’unione, decisero di puntare proprio sul valore culturale della Sicilia, senza migrare dalla loro terra. Il viaggio iniziò con BiotHree, una maratona di eventi all’interno della settimana Unesco di Educazione allo sviluppo sostenibile, rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, ma anche al coinvolgimento della cittadinanza, università, imprese, ordini professionali, Organizzazioni non governative e istituzioni sui temi della sostenibilità. «Immaginando un mondo possibile, lavoriamo per il cambiamento con coraggio e ottimismo, convinte che l’educazione sia la leva più straordinaria per evolvere: da qui lo sviluppo di progetti culturali di scambio con particolare attenzione ai soggetti fragili e ai piccoli».

Nel 2013 iniziano le cooperazioni internazionali che vedono Korài impegnata col Consolato Onorario del Ghana in Sicilia e Calabria per la promozione delle relazioni tra Ghana e Sicilia. «Il gemellaggio si è concretizzato con Korai x Kente, una part-nership interculturale di business inclusivo che sfrutta il Kente, pregiato tessuto indossato dai re in Ghana, e valorizza l’abilità della manifattura artigiana siciliana, restituendo vita a due terre, culle di antichissime tradizioni e arti popolari, proprio grazie all’incontro» racconta Gristina. Non solo il progetto coinvolge artigiani ghanesi e designer siciliani, ma finanzia iniziative di microcredito per le donne del villaggio di Mpantuase. «Ci piaceva l’idea che, attraverso la produzione di accessori di moda pensati per le donne, potessimo supportare altre donne in Ghana nel concretizzare il sogno di avviare un progetto imprenditoriale nel loro villaggio».

Dal 2017, poi, la cooperativa guida Officina Territoriale, un progetto per la rigenerazione urbana nato dall’incontro con l’arcidiocesi di Palermo, nell’ambito di un’iniziativa nazionale della Cei a favore dell’imprenditorialità giovanile. A questo progetto fanno capo tutta una serie di attività, tra cui la valorizzazione dei cammini — la Magna Via Francigena e l’Itinerarium Rosaliae — e dei borghi delle aree interne. Oggi Korài collabora con gli Uffici della pastorale sociale e del lavoro, con Caritas, con gli Uffici dell’arcidiocesi di Palermo. «Questi incontri sono straordinarie esperienze di vita e ci stanno regalando un bagaglio formativo e umano di giorno in giorno più ricco» conclude la giovane.

Ad affermare la cooperativa come realtà di riferimento di tutto l’area hanno contribuito anche le partnership con quattro assessorati regionali e quattro arcidiocesi per la valorizzazione del cammino religioso-naturalistico e culturale Itinerarium Rosaliae che, attraversando parchi e riserve lungo 185 chilometri sui territori di quattordici Comuni siciliani, collega i luoghi dell’eremitaggio di santa Rosalia, audace fanciulla eremita vissuta alla corte normanna di re Ruggero ii e vincitrice sulla peste che tra il 1624 e il 1625 attanagliò la città di Palermo.

«In questi dieci anni Kòrai ci ha consentito di sperimentare il valore aggiunto della dimensione legata ai valori della condivisione, della solidarietà, della persona; abbiamo toccato con mano cosa significhi adoperarsi per la collettività e per la nostra terra, a cui dobbiamo restituire la bellezza che ci ha donato. Inoltre, al Festival Cultura impresa a Pistoia alcuni anni ci siamo confrontati con tante altre cooperative di tutta Italia: un’esperienza bellissima, perché ci siamo sentiti parte di una grande famiglia, in cui si vivono gli stessi problemi, il che ci ha molto incoraggiato».

Le giovani professioniste si sono, infatti, sentite spesso combattute di fronte all’esigenza di conciliare vita e lavoro: «Essere tutte donne ci ha posto dinanzi a scelte non semplici, e qualcuna fra noi, per trasferimenti, maternità o cambiamenti di vita, si è vista costretta ad abbandonare la cooperativa» confessa Gristina.

Oggi Korài è un luogo in cui si tessono reti sociali e costruiscono ponti attraverso i linguaggi generativi e trasformativi della cultura, che rende ciò che è misconosciuto una meravigliosa scoperta. Negli ultimi mesi sono stati organizzati numerosi percorsi di formazione: laboratori didattici, visite narrate, percorsi educativi- pedagogici e ludici, sia scolastici che extrascolastici. Le idee per il futuro non mancano, a cominciare dall’inserimento di nuove risorse in vista dell’apertura di un laboratorio sartoriale a supporto del progetto Korai x Kente, nel centro storico di Palermo. Una famiglia che, in prospettiva, continua a crescere.

di Silvia Camisasca