· Città del Vaticano ·

Era stato creato da Papa Francesco nel concistoro del 28 novembre scorso

È morto il cardinale
Cornelius Sim
primo porporato del Brunei

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29 maggio 2021

Il cardinale Cornelius Sim, Vicario Apostolico di Brunei, primo porporato del Paese asiatico, è morto intorno alle 8.30 di stamane, sabato 29, al Chang Gung Memorial Hospital di Taoyuan City, a Taiwan, dove si trovava per cure mediche dallo scorso 8 maggio. Il compianto porporato aveva quasi 70 anni, era infatti nato il 16 settembre 1951 a Seria. Ordinato sacerdote il 26 novembre 1989, quando il 21 novembre 1997 era stata eretta la Prefettura Apostolica di Brunei ne era stato nominato primo Prefetto apostolico. Al momento dell’elevazione della stessa a Vicariato Apostolico, il 20 ottobre 2004, ne era divenuto primo Vicario apostolico, ricevendo al contempo la Sede titolare vescovile di Puzia di Numidia. Ordinato vescovo il 21 gennaio 2005, nel concistoro dello scorso 28 novembre era stato creato da Papa Francesco Cardinale del titolo di San Giuda Taddeo Apostolo.

Era di discendenza cinese e dusun, etnia indigena del Borneo, il cardinale Cornelius Sim, primo nativo del Brunei Darussalam a ricevere la porpora cardinalizia, dopo essere stato anche primo sacerdote e primo vescovo del Sultanato del sud-est asiatico, dove i cattolici sono un piccolo gregge: circa ventimila su quasi mezzo milione di abitanti — per due terzi seguaci della religione di Stato, l’islam sunnita — e per lo più stranieri.

Di conseguenza, pur essendo pastore in uno dei Paesi più ricchi del mondo, guidava una Chiesa locale tra le più piccole e giovani dell’intero pianeta, la quale con appena tre parrocchie si occupa soprattutto della cura d’anime di lavoratori filippini immigrati, mentre solo il 10 per cento dei battezzati sono cittadini bruneiani a pieno titolo.

Nel Brunei — nome che significa “dimora della pace” — che si trova nella parte settentrionale dell’isola del Borneo, condividendola con Malaysia e Indonesia, il Cardinale era nato quasi settant’anni fa a Seria, nel distretto di Belait, territorio di quella che allora era ancora la diocesi malese di Miri. Maggiore di sei figli, quattro maschi e due femmine, era cresciuto in una famiglia cristiana di terza generazione: suo nonno fu tra i primi a convertirsi nel Paese.

Aveva frequentato la scuola cattolica, era stato chierichetto e aveva fatto parte della Legione di Maria, fino alla fine del liceo. Trasferitosi in Scozia per studiare ingegneria, aveva conseguito la laurea presso la Dundee University e dal 1978 al 1985 aveva lavorato nell’industria petrolifera, principale fonte di reddito del suo Paese.

Quindi, alla morte del padre, aveva deciso di iniziare un percorso vocazionale da adulto, che nel 1986 lo aveva portato negli Stati Uniti d’America, dove aveva ottenuto nel 1988, all’età di 37 anni, un master in teologia (Christian ministry and renewal) presso l’Università francescana di Steubenville. Secondo l’ateneo dell’Ohio, Sim era stato il primo laureato del programma di discernimento a diventare sacerdote: infatti, al ritorno in patria aveva iniziato a servire come amministratore parrocchiale nella comunità di San Giovanni a Kuala Belait, fino a ricevere il diaconato il 28 maggio 1989. Poi a novembre, nella solennità di Cristo Re, nella chiesa dell’Immacolata Concezione a Seria, era arrivata l’ordinazione presbiterale per il clero di Miri, dalle mani del vescovo Anthony Lee Kok Hin.

Nel 1995 lo stesso presule lo aveva voluto come proprio vicario generale per il territorio bruneiano della diocesi della Malaysia orientale. E quando, verso la fine del 1997, san Giovanni Paolo ii aveva eretto la Prefettura apostolica scorporandola da Miri, monsignor Sim ne era stato nominato primo prefetto apostolico e vi aveva fatto ingresso il 22 febbraio 1998. Al momento dell’elevazione della stessa a Vicariato apostolico, nell’ottobre 2004, Papa Wojtyła aveva scelto ancora lui come primo vicario apostolico di Brunei, assegnandogli la sede titolare di Puzia di Numidia.

Era stato ordinato vescovo all’inizio del 2005 dal nunzio apostolico Salvatore Pennacchio nella cattedrale della capitale Bandar Seri Begawan; co-consacranti erano stati John Ha Tiong Hock, arcivescovo metropolita di Kuching, e il “suo” vescovo Lee Kok Hin. Come motto aveva scelto «Duc in altum», la frase del Vangelo di Luca (5, 4) che san Giovanni Paolo ii adoperò come leitmotiv della Lettera apostolica Novo millennio ineunte, pubblicata alla fine del Giubileo del 2000.

Dal 2017 Sim era vice presidente della Conferenza episcopale di Malaysia, Singapore e Brunei (Bcmsb), dopo esserne stato segretario generale per due anni.

A causa della pandemia da covid-19, sia lui, sia il cardinale José Fuerte Advincula, arcivescovo di Capiz nelle Filippine, non avevano potuto partecipare al concistoro dello scorso 28 novembre; per questo la berretta, l’anello e la bolla con il titolo assegnato erano stati loro consegnati successivamente da un rappresentante del Pontefice. Il 16 dicembre 2020 era stato annoverato tra i membri della Congregazione per il clero e due giorni dopo aveva fatto pervenire in dono al Vescovo di Roma, per le mani del cardinale Tagle, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, una statuina di Maria “Regina del cielo e della terra” — il titolo con cui viene venerata dalla piccola comunità cattolica del Brunei — come segno di gratitudine per averlo annoverato nel Collegio cardinalizio, quale pastore di una minuscola Chiesa in terra di missione.


Il cordoglio del Pontefice
per la morte del cardinale Cornelius Sim


Appresa la notizia, Papa Francesco ha fatto pervenire all’arcivescovo Wojciech Załuski, nunzio apostolico in Malaysia e Timor Orientale e delegato apostolico in Brunei Darussalam, il telegramma di cordoglio che pubblichiamo in una nostra traduzione dall’inglese.

Avendo appreso con tristezza della morte del Cardinale Cornelius Sim, porgo le mie sentite condoglianze al clero, ai religiosi e ai laici del Vicariato Apostolico del Brunei. Con gratitudine per la fedele testimonianza del Vangelo e il generoso servizio alla Chiesa in Brunei e alla Santa Sede del Cardinale Sim, mi unisco volentieri ai fedeli nel pregare per il suo riposo eterno. A tutti coloro che piangono la scomparsa del defunto Cardinale nella speranza certa della Risurrezione imparto di cuore la mia Benedizione Apostolica come pegno di consolazione e di pace in Gesù, il primo nato tra coloro che sono morti. 

Francesco pp.