· Città del Vaticano ·

Il cardinale Turkson torna a denunciare l’aumento delle diseguaglianze sociali e degli squilibri ambientali

Giustizia alimentare al tempo della pandemia

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28 maggio 2021

La fame nel mondo è «inestricabilmente legata ad altre lotte sociali aggravate dalla pandemia», perché l’insicurezza alimentare non è semplicemente «una mancanza di cibo»: infatti, la «povertà, l’emarginazione, la mancanza di processi politici democratici, i conflitti, la distruzione ambientale e la perdita di biodiversità, e le conseguenze del cambiamento climatico» contribuiscono in modo drammatico ad aggravare la situazione, in quanto «aumentano le disuguaglianze e peggiorano le condizioni delle comunità vulnerabili in tutto il mondo, indebolendo un sistema alimentare globale già compromesso». È la forte denuncia al centro dell’intervento del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, in occasione del webinar sul tema «Giustizia alimentare: lavoro, innovazione e finanza al servizio della giustizia alimentare», che si è svolto giovedì pomeriggio, 26 maggio.

Citando le parole di Papa Francesco per la Giornata mondiale dell’alimentazione (16 ottobre 2020) — «per l’umanità la fame non è solo una tragedia ma anche una vergogna» — il porporato ha offerto una riflessione a tutto campo ispirata ai principi della Laudato sì’. Infatti, il webinar si è svolto all’indomani del lancio della piattaforma d’azione che ha concluso le celebrazioni per il quinto anniversario del documento papale. Una mobilitazione che vuole generare un movimento da cui scaturisca un cambiamento del cuore e dell’atteggiamento nei confronti del creato e dei suoi abitanti, soprattutto poveri, suscitando nelle persone il senso di consapevolezza nel sentirsi “cittadini ecologici”, collegati tra loro e con gli ecosistemi che sostengono e nutrono le vite.

Da più parti, ha osservato con preoccupazione il cardinale, si afferma che la pandemia colpirà negativamente i poveri, sconvolgendo le loro catene di approvvigionamento alimentare, riducendo il loro potere d’acquisto, interrompendo i cicli di produzione, minacciando di gettare milioni di persone nella fame e annullando i progressi verso il raggiungimento del secondo Obiettivo di sviluppo sostenibile, «Fame zero».

Nasce da qui l’importanza di trasformare la consapevolezza di ciò che sta accadendo al mondo e all’umanità in un impegno finalizzato a superare le ingiustizie che si riscontrano nella rete delle relazioni umane, perché le ingiustizie — si è detto certo il porporato — non sono invincibili. Dato che il creato è destinato al benessere di tutti gli abitanti della terra, c’è la speranza — è stato l’auspicio di Turkson — che la prospettiva indicata dalla Santa Sede aiuti ad ampliare la portata della giustizia alimentare nella ripresa post covid-19.