· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

Mistero di fede
che genera carità

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27 maggio 2021

Festa intima e profonda, quella che celebriamo oggi. Cristo fa pane per noi. E noi contempliamo la sua presenza in mezzo a noi.

Cristo non abbandona la sua Chiesa, ma in quel pane si nasconde e si dona; la segue e la nutre; rinasce e la fa vivere ; la chiama al ricordo, alla meditazione, alla contemplazione.

E la Chiesa ricorda, medita, contempla la divina Eucaristia.

Mistero della fede, chiama la Chiesa questo adorabile Sacramento. Per comprendere l’Eucaristia occorre un forte, preciso atto di fede .

Chi accetta, cioè chi crede, è ammesso alla più silenziosa intimità con Cristo.

L’Eucaristia è detta, ancora, dalla Chiesa «Mistero di amore».

Nell’ultima cena — come dice il Vangelo di questa domenica — Gesù amò i suoi fino alla fine, fino all’eccesso.

L’Eucaristia è dono; il dono è segno di amore. L’Eucaristia è cibo; è alimento per la vita, e perciò segno di amore. L’Eucaristia è ricordo; perché l’amore non venga meno, bisogna ricordare. L’Eucaristia è presenza; quale presenza può più di questa essere indice di amore? L’Eucaristia è promessa; chi ama ha sempre una promessa da fare. L’Eucaristia è sacrificio; per il suo grande amore per noi, Cristo si è immolato per noi.

L’Eucaristia è sorgente di carità. Carità che, attraverso di noi, si riversa sugli altri. Dice sant’Agostino che l’Eucaristia è «segno di unità, e vincolo di carità». L’Eucaristia genera carità.

Con fede e amore, quindi, celebriamo e adoriamo l’Eucaristia. E riceviamola con fede e amore: ancora una volta, Cristo sarà nostro pane, nostra forza, nostra gioia, nostra vita.

di Leonardo Sapienza