· Città del Vaticano ·

Blinken promette aiuti alla Palestina

Usa: impegno per la pace
tra israeliani e palestinesi

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26 maggio 2021

La soluzione dei due Stati per due popoli resta la sola opzione per mettere fine al conflitto israelo-palestinese. Questo il concetto sottolineato ieri dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, durante l’incontro con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Blinken è in Medio Oriente per rafforzare la tregua raggiunta la settimana scorsa tra Israele e Gaza dopo undici giorni di combattimenti. Il segretario di Stato Usa ha incontrato anche il presidente palestinese Mahmoud Abbas.

«Ci opponiamo a qualsiasi misura intrapresa da entrambe le parti che rischia di innescare violenza o, nel tempo, mettere a repentaglio la prospettiva di una soluzione a due Stati» ha detto Blinken, citando in particolare «l’attività di insediamento, le demolizioni, gli sfratti, l’incitamento alla violenza, il pagamento dei terroristi. Tutte queste situazioni potrebbero potenzialmente essere catalizzatori per una rinnovata tensione e certamente minare le prospettive di due Stati». Inoltre, è stato annunciato che gli Usa «riapriranno il consolato a Gerusalemme est», la parte della città che i palestinesi rivendicano come la capitale di un loro futuro Stato. Il consolato era stato chiuso dalla precedente amministrazione Trump.

Blinken ha poi comunicato al presidente Abbas che gli Usa daranno 5,5 milioni di dollari per un aiuto immediato a Gaza e 32 milioni all’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi. Ha anche reso noto che intende sbloccare al Congresso Usa 75 milioni di dollari per i palestinesi. «L’obiettivo degli Stati Uniti è dare ai palestinesi, compresi quelli di Gaza, un rinnovato senso di progresso, di ottimismo, di opportunità reali» ha detto. Oggi, il capo della diplomazia Usa si reca al Cairo, in Egitto, dove incontrerà il presidente Al Sisi.

Intanto, anche l’ong internazionale Oxfam ha lanciato l’allarme sulla situazione umanitaria a Gaza, dove «gran parte della popolazione non ha accesso regolare all’acqua pulita. Le reti idroelettriche sono distrutte e l’unico impianto di desalinizzazione è chiuso. La conseguenza è che 400 mila persone sono rimaste letteralmente senz’acqua, costrette, in piena pandemia, a sopravvivere in condizioni igienico-sanitarie sempre più critiche, con gli ospedali che sono stati colpiti dagli attacchi» si legge in un comunicato.