· Città del Vaticano ·

Quella risposta
che soffia nel vento

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24 maggio 2021

«Sono stato sulle montagne e sono stato nel vento, sono entrato e uscito dalla felicità, ho cenato con i re, mi sono state offerte ali e non sono mai stato troppo colpito da tutto questo». Così cantava, nel 1978, nella canzone Is Your Love In Vain Bob Dylan, già allora considerato il massimo autore di canzoni rock della storia. Era stato idolatrato, adorato da almeno una generazione di giovani che avevano visto in lui il loro portavoce. Lui aveva sempre rifiutato quel ruolo, sfuggendo a ogni etichetta. Nei decenni a seguire avrebbe davvero incontrato re e principi, quando sarebbe stato insignito delle massime onorificenze fino al Premio Nobel per la letteratura. Non si sarebbe neanche presentato a ritirare quel premio, tanto si sentiva lui stesso fuori luogo, troppo idolatrato ancora una volta. Eppure ci sarebbe stato un momento nel corso di questa carriera così prestigiosa, in cui alla domanda quale fosse stato il momento che considerava il più alto, il massimo privilegio raggiunto, rispose: «Quando mi sono esibito per il Papa». Era il 27 settembre 1997, a Bologna si teneva l’ultimo evento del Congresso eucaristico, un concerto per Giovanni Paolo ii davanti a circa mezzo milione di giovani. L’allora arcivescovo di Bologna Giacomo Biffi aveva voluto fortemente invitare anche Bob Dylan. Quella sera cominciò la sua esibizione cantando del desiderio di “bussare alle porte del Paradiso”, Knockin’ On Heaven’s Door. Finito quel brano, evidentemente impacciato, si diresse verso il Papa, inciampando anche sui gradini. Lui il piccolo ebreo errante di fronte alla figura maestosa di quel Papa. I due si strinsero la mano e Giovanni Paolo gli regalò un rosario. Tornato al microfono, dedicò una intensa Forever Young, per sempre giovane, all’anziano Pontefice per scomparire poi nel buio dietro al palco. Il Papa usò nel suo commento finale un verso della più nota canzone di Bob Dylan, Blowin’ in The Wind, la canzone che esprime la domanda universale che giace nel cuore di ogni uomo: libertà, giustizia, pace, ma a cui il cantante non sa trovare risposta, ripetendo nel ritornello che quella risposta soffia nel vento. How many roads must a man walk down, before you call him a man.... «Quante strade? C’è una sola strada. È Cristo la strada che un uomo deve percorrere prima di essere chiamato uomo! Cristo che ha detto “Io sono la Via”, la Verità e la Vita». Aggiungendo: «La risposta soffia nel vento... ma c’è un vento malvagio che spinge verso il nulla e c'è il vento dello Spirito Santo che conduce a Dio». L’interrogativo che Dylan, l’ebreo errante, aveva lasciato inesaudito, portato lontano dal vento, aveva trovato risposta.

di Paolo Vites