· Città del Vaticano ·

Intervista a Ursula von der Leyen

A fianco della Santa Sede
su clima e salute

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22 maggio 2021

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in Vaticano il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Prima dell’udienza, ai microfoni di Vatican News, il presidente ha parlato delle relazioni diplomatiche tra Unione europea e Santa Sede e degli sforzi dell’Unione per lo sviluppo sostenibile e per affrontare la crisi sanitaria.

Presidente, qual è lo stato delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Unione europea dopo 50 anni?

I rapporti tra Santa Sede e Unione europea sono eccellenti. Questi 50 anni hanno fatto vedere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. La buona collaborazione si basa fondamentalmente sulla condivisione degli stessi valori: impegno per la pace, solidarietà, dignità della persona. Seguiamo da vicino il Vaticano sul tema della globalizzazione della solidarietà, molto vicina al nostro cuore, e siamo riconoscenti per l’interesse manifestato per la Conferenza per il futuro dell’Europa. Già questi pochi elementi dimostrano quanto i nostri rapporti siano positivi e profondi.

L’Unione europea condivide e rilancia gli appelli del Papa sulla diffusione dei vaccini, attraverso Covax. In che modo la Commissione europea affronterà la crisi sanitaria globale?

Nessuno potrà considerarsi al sicuro finché tutti non avranno accesso a un vaccino efficace e a prezzi accessibili. L’Unione europea è rimasta coerente — nonostante le difficoltà incontrate nell’assicurare i vaccini — al principio per cui la metà della produzione europea deve essere convogliata ad altri 90 Paesi. Questa è una parte. La seconda parte, Covax, è di estrema importanza. L’Unione europea è tra i maggiori finanziatori di Covax: proprio ieri abbiamo avuto un summit g 20 nell’ambito del quale il Team Europe si è impegnato a fornire 100 milioni di dosi a Covax. È fondamentale ora fornire dosi di vaccino gratuite, perché scarseggiano ovunque. Ieri abbiamo raccolto un altro successo: i nostri partner BioNtech-Pfizer, Johnson&Johnson e Moderna si sono impegnati a consegnare ancora quest’anno 1,3 miliardi di dosi, con destinazione specifica a Paesi con basso reddito a titolo gratuito e Paesi con medio reddito a prezzi ridotti. Queste tre vie — esportazione, donazione e partenariati industriali — hanno come priorità la realizzazione di impianti per la produzione dei vaccini in Africa, sui quali sta lavorando Team Europe insieme ai nostri part-ner africani. Un progetto, ovviamente, non a breve termine… Noi proseguiremo con la tecnologia, con investimenti massicci, ma anche con la formazione del personale in modo che presto l’Africa possa essere indipendente per la produzione dei vaccini per le proprie necessità.

Papa Francesco reputa la questione ambientale una delle più urgenti sfide di oggi. Come può agire l’Europa per uno sviluppo sostenibile e integrale?

Sono davvero grata per il dono della Laudato si’ e per l’impulso positivo che ha dato per la protezione del pianeta, della natura, del clima. L’Unione europea si è impegnata fin dall’inizio. Il primo e più importante argomento nel mio mandato è l’European Green Deal. L’Ue sarà il primo continente ad avere la neutralità climatica nel 2050, mentre oggi abbiamo la prima legge europea sul clima. Questo significa che non solo ci siamo prefissati obiettivi, ma anche che scriviamo leggi che passo dopo passo ci aiutano a raggiungere la neutralità climatica e la riduzione di emissioni di gas serra entro il 2030. È un compito enorme, ma se non agissimo le conseguenze potrebbero essere orribili e già abbiamo un’anticipazione di cosa possa significare il cambiamento climatico. Dobbiamo assumere la responsabilità per i nostri figli e nipoti: se vogliamo che possano conoscere la primavera, l’estate, l’autunno, l’inverno come li abbiamo conosciuti noi, è urgente agire ora. L’Unione europea fa la sua parte, lavoriamo con grande impegno anche per tirarci dietro il mondo e sono felice di vedere che Corea del Sud, Sud Africa, Giappone, Cina e Stati Uniti hanno tutti stabilito obiettivi entro i quali raggiungere la neutralità climatica. Ecco perché credo che la Laudato si’ sia stata veramente una chiamata al risveglio.

Sappiamo che l’Europa ha radici cristiane: a cattolici, protestanti, ortodossi, si sono aggiunti credenti di altre religioni, che sono cittadini europei. Quale ruolo svolge la religione, e soprattutto il cristianesimo, nell’Europa di oggi?

Il cristianesimo è profondamente radicato in Europa. Si percepisce ogni giorno, nel nostro agire quotidiano, l’origine dei valori cristiani: quando parliamo della pace, della dignità della persona, per esempio nello stato di diritto, di solidarietà o, per esprimerlo in termini un po’ più antichi, di misericordia, si percepiscono le radici cristiane e anche la profondità con cui esse sono intrecciate nella nostra epoca. Nei nostri argomenti quotidiani il cristianesimo e i valori sui quali poggia svolgono un ruolo importante. Inoltre, in tempi di polarizzazione, populismo, nazionalismi, la forza grande e unificatrice della religione che si impegna per la coesione e la riconciliazione ha un significato immenso. È l’elemento unificatore che dà la forza per affrontare la quotidianità e soprattutto gli impegni che ci aspettano.

di Mario Galgano