· Città del Vaticano ·

Ondata di migranti dal Marocco alla Spagna

«Ceuta, confine d’Europa»:
la Ue interviene
nella crisi umanitaria

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19 maggio 2021

Ceuta è frontiera d’Europa. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Europea Margaritis Schinas, all’indomani dell’onda umana che ha travolto in 48 ore i reticolati di frontiera fra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta. Almeno ottomila persone in 24 ore si erano riversate — chi in canotto, chi a nuoto, scalando anche scogliere — dal Marocco al territorio spagnolo. Un disperato arrembaggio al quale hanno preso parte fra i 1500 ed i 2000 minori non accompagnati. I soli, ha detto Madrid, che non saranno respinti in base agli accordi fra i due Paesi. In queste ore è l’esercito a presidiare i reticolati e le scogliere, insieme alla Guardia Civil. I respingimenti sono in corso.

La Spagna continua, intanto, a ricevere la solidarietà delle istituzioni europee, dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen («abbiano bisogno di soluzioni europee comuni» ha detto), all’alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell («L’Europa farà il necessario per sostenere la Spagna» le sue parole).

Schinas in un’intervista ad un’emittente radio spagnola ha aggiunto: «Ceuta è Europa. Quella frontiera è una frontiera europea: quello che succede lì non è un problema di Madrid, è un problema per tutti, perché siamo un’Unione. E l’Europa non si lascerà intimidire da nessuno». Schinas ha rilanciato la necessità di arrivare ad un «un nuovo patto per le migrazioni e l’asilo: la proposta è del settembre 2020 e va approvata». Il presidente del Parlamento Europeo Sassoli ha comunque ricordato che salvare vite in mare «resta una priorità».

Il governo di Madrid, nel frattempo, si è mosso. Il presidente del governo, Pedro Sánchez, disdetti impegni istituzionali a Parigi e dopo un colloquio con re Felipe vi , si è recato d’urgenza a Ceuta e nell’altra enclave, quella di Melilla per una visita ufficiale. «Il Marocco — ha detto — è un paese socio, un paese amico della Spagna e così dovrà essere anche in futuro». Una dichiarazione formale per chiedere al Marocco di «collaborare e lavorare insieme per progredire». Una «collaborazione efficace» per Sánchez, dovrà essere «caratterizzata sempre dal rispetto delle frontiere comuni». Una linea formalmente comunicata al Marocco dalla ministra degli Esteri spagnola, Aranxa Gőnzales, tramite l’ambasciatrice a Madrid, Karima Benyaich. L’ambasciatrice, poche ore dopo, è stata richiamata a Rabat per consultazioni.

Continuano, intanto, le operazioni di rimpatrio dei fuggiaschi, quasi tutti di nazionalità marocchina. Almeno la metà di loro ha già fatto ritorno oltre i reticolati ed il breve tratto di mare che una persona giovane ed in salute attraversa a braccia in un’ora. La presenza dell’esercito, schierato da ieri, sembra non suscitare più le tensioni delle prime ore quando si erano registrate sassaiole da un lato e lancio di fumogeni della polizia.