· Città del Vaticano ·

La maggioranza agli indipendenti, in calo i consensi al governo

I risultati del voto
per la Costituente in Cile

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17 maggio 2021

Fin dai primi risultati parziali, giunti intorno alle 04:00 di questa notte, le elezioni per l’assemblea costituente in Cile hanno evidenziato un significativo cambio di direzione per il Paese sudamericano. Con il 50% delle schede contate, infatti, emergevano già due dati estremamente rilevanti. Il primo è il successo dei candidati indipendenti, che hanno ottenuto una netta maggioranza, mentre il secondo è una forte perdita di consensi per la coalizione di centrodestra Vamos por Chile, guidata dall’attuale presidente Sebastián Piñera.

Con lo spoglio delle schede giunto al termine, gli indipendenti hanno ottenuto 48 seggi su 155, un dato nettamente superiore alle previsioni che gliene attribuivano un numero fra 8 e 16. La coalizione di governo ha invece totalizzato solo 37 seggi, un risultato che esprime il crollo nei consensi per il centrodestra nel corso dell’ultimo anno.

Questo numero limita inoltre la possibilità per Vamos por Chile di esercitare un’opposizione rilevante in seno alla costituente: la legge prevede infatti che ogni articolo venga approvato a maggioranza qualificata di 2/3. La coalizione di Piñera dovrà quindi cercare nuove alleanze per accrescere il suo peso durante la stesura della nuova legge fondamentale.

A determinare questo drastico calo di consensi per la coalizione del presidente sono stati diversi fattori.

In primo luogo, la reazione governativa alle proteste popolari di ottobre 2019, durante le quali si sono verificati innumerevoli scontri ed episodi di violenza fra i manifestanti e le forze dell’ordine. Secondo diversi analisti, inoltre, la gestione da parte del governo della pandemia di covid-19 ha aggravato il risentimento sociale della popolazione cilena rispetto alle profonde disuguaglianze socioeconomiche presenti nel Paese. Nonostante il Cile abbia il reddito pro capite più alto dell’America Latina, infatti, una gran parte della popolazione vive in condizioni economiche estremamente svantaggiate.

L’economia cilena ha sofferto perdite minori rispetto agli altri Paesi della regione, ma alcuni settori hanno ricevuto da parte del governo tutele maggiori rispetto ad altri. In particolare, l’industria mineraria ed estrattiva, pilastro delle esportazioni nazionali, ha sofferto perdite minime.

Piñera ha commentato i risultati dichiarando che né il governo né i partiti tradizionali sono stati in grado di comprendere a fondo le necessità e le richieste della popolazione, e sottolineando la necessità di ascoltare questo messaggio da parte dei cileni «con umiltà e attenzione».

La sconfitta di Vamos por Chile è stata confermata anche dalle elezioni per sindaci, consiglieri municipali e governatori regionali, svoltesi in parallelo. Anche queste votazioni hanno infatti decretato un significativo calo nei consensi per la coalizione di Piñera, che ha perso comuni importanti come Maipú e Viña del Mar. Sembra dunque molto probabile che questi risultati influiranno anche sulle prossime elezioni presidenziali e parlamentari cilene, previste per il 21 novembre.

Ancora non sono disponibili i dati riguardanti l’affluenza alle urne, una questione rilevante a causa della scarsa partecipazione popolare riscontrata nelle precedenti votazioni, in particolare nelle province più povere del Paese. Le questioni principali che saranno discusse dalla nuova costituente riguardano la tutela delle popolazioni indigene, in particolare dei Mapuche, la revisione delle normative sui contratti collettivi di lavoro, e le riforme in ambiti fondamentali quali la sanità, l’istruzione e le pensioni.

I lavori per la stesura del documento dureranno 9 mesi, con la possibilità di una proroga di 3, e l’approvazione del documento finale verrà decretata da un referendum popolare previsto per la seconda metà del 2022.

di Giovanni Benedetti