· Città del Vaticano ·

A Roma la beatificazione di padre Jordan

Tutti missionari
e apostoli

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
14 maggio 2021

«Finché c’è un solo uomo sulla terra, che non conosce e non ama sopra ogni cosa Dio, non t’è permesso riposare un momento». Sono le parole più conosciute di padre Francesco Maria della Croce Jordan, fondatore della Società del Divin Salvatore e delle suore del Divin Salvatore, che sabato mattina, 15 maggio, viene beatificato nella basilica di San Giovanni in Laterano. Il rito è presieduto dal cardinale Angelo De Donatis, in rappresentanza di Papa Francesco.

Al secolo Giovanni Battista Jordan, nacque il 16 giugno 1848 a Gurtweil, vicino a Waldshut, nell’arcidiocesi di Friburgo in Germania. Crebbe in una famiglia povera e dopo la scuola elementare dovette contribuire con il suo lavoro al mantenimento dei familiari. Volendo seguire la vocazione sacerdotale, intraprese gli studi, prima da privato, poi frequentando per quattro anni il ginnasio-liceo di Costanza. Compì gli studi di filologia e teologia all’università di Friburgo in Brisgovia. Allo stesso tempo, con grande successo, si impegnò nello studio di diverse lingue moderne. All’età di 30 anni, il 21 luglio 1878 fu ordinato sacerdote.

L’ideologia anticattolica del Kulturkampf nella sua patria e l’abbandono della fede da parte di non pochi battezzati rafforzarono nella sua mente una santa inquietudine apostolica. Da giovane sacerdote fu poi colpito da una frase del Vangelo di san Giovanni: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato Gesù Cristo» (Giovanni 17, 3). Un giorno annotò nel suo diario spirituale: «Sii un vero apostolo di Gesù Cristo e non riposare finché tu non abbia portato la parola di Dio in tutti gli angoli del mondo; sii un vero araldo dell’Altissimo! Circonvola la terra come un’aquila ed annunzia la Parola di Dio!».

Il suo vescovo lo mandò a Roma per lo studio delle lingue orientali, presso l’istituto Sant’Apollinare. Da Roma viaggiò in Terra Santa e frequentò Ain Warqa, centro di studio dei maroniti nel Libano (1880). In Terra Santa ebbe chiara l’idea della vocazione di fondare un’opera apostolica dedicata completamente a far conoscere l'unico vero Dio che si è rivelato nel suo Figlio, Gesù Cristo, Salvatore del mondo. Cercò consiglio e supporto in persone competenti e spirituali. Si sentì anche incoraggiato dall’udienza privata che ebbe con Leone xiii .

L’8 dicembre 1881, nella cappella di Santa Brigida a Roma, fondò la Società apostolica istruttiva. Due anni dopo cambiò la sua opera in un istituto religioso e prese il nome di Francesco Maria della Croce. Su richiesta dell’autorità ecclesiastica, mutò il nome della sua opera in Società cattolica istruttiva e infine in Società del Divin Salvatore (Salvatoriani). L'8 dicembre 1888, con Therese von Wüllenweber, oggi beata Maria degli Apostoli, fondò a Tivoli la congregazione delle suore del Divin Salvatore. Secondo la sua ispirazione originale, riuscì a riunire diversi gruppi di laici, interessati a realizzare la stessa missione apostolica della Chiesa.

Le vocazioni non mancarono. Nel 1890 la Società ricevette il primo ambito missionario: quello della prefettura apostolica a Shillong, in Assam (India). Fu l’inizio di una lunga serie di fondazioni in Italia, in Europa, nelle Americhe. Padre Francesco pensò anche al ramo femminile. Così le suore salvatoriane ebbero anch’esse le loro fondazioni sempre più numerose.

Nel 1915, con l’intensificarsi della prima guerra mondiale, il governo della Società dovette trasferirsi in Svizzera. L’8 settembre 1918, giorno della festa della Natività della beata Vergine Maria, padre Francesco Jordan morì a Tafers, presso Friburgo. Aveva poco più di settant’anni. Per disposizione del vescovo diocesano fu sepolto nella chiesa parrocchiale. Nel 1956 i suoi resti mortali furono trasferiti a Roma e collocati nella cappella laterale della casa madre della Società del Divin Salvatore.

Padre Jordan si presenta come esempio di uomo apostolico e missionario, che desidera che tutti gli esseri umani siano condotti a Gesù Cristo, Salvatore del mondo: questo è il nucleo del suo carisma. Ha voluto annunciare Gesù Cristo dando testimonianza nei diversi luoghi e ambienti,  usando tutti i mezzi e modi che la carità di Dio può ispirare. Aveva sempre cura paterna per i suoi figli e figlie spirituali e voleva che la casa madre del suo istituto diventasse una “scuola di apostoli”, che a loro volta potessero formare molti nuovi annunciatori di Cristo Salvatore. La fonte e il sostegno del suo entusiasmo missionario era l’unione con Cristo, specialmente nell’Eucaristia. Le testimonianze riportano le sue frequenti visite a Gesù sacramentato sia nella cappella della casa madre sia nella basilica Vaticana. Da questa esperienza di Dio scaturiva la sua incrollabile fiducia nella Divina Provvidenza, anche nei momenti tracciati dalle grandi difficoltà, quando con amore e umiltà abbracciava la Croce. Un’altra caratteristica della sua spiritualità era la convinta devozione a Maria, invocata come Regina degli apostoli e Madre del Salvatore. A Lei consacrò il suo istituto. A ragione era solito dire: «Chi cresce nell’amore alla Madre di Dio, cresce in ogni bene». Come segno esteriore di questa pietà mariana, aveva costantemente tra le mani la corona del Rosario. I suoi confratelli lo trovavano sempre immerso nella preghiera.

di Adam Teneta
Postulatore generale della società del Divin Salvatore