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Israele: andremo avanti

Pioggia di fuoco su Gaza

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14 maggio 2021

Non c’è pace per il Medio oriente. A tre giorni dall'inizio dell’escalation delle violenze tra Israele e la Striscia di Gaza, nella notte l’esercito israeliano ha lanciato un massiccio attacco contro il territorio palestinese. Si tratta dei bombardamenti più pesanti dall’Operazione Margine protettivo del 2014. Per due ore, aerei e carri armati israeliani hanno attaccato circa 150 obiettivi nelle aree settentrionali e orientali della Striscia. Gli ultimi bilanci parlando di 119 vittime palestinesi, tra le quali 31 bambini. Nove i morti israeliani.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che Hamas, il movimento palestinese che controlla la Striscia, pagherà «un prezzo molto alto per i lanci di missili» contro la popolazione israeliana e che «l'operazione continuerà per tutto il tempo necessario». «Agiremo con tutte le nostre forze contro i nemici all’esterno e contro i fuorilegge all’interno per riportare la calma nello Stato di Israele» ha dichiarato il leader del Likud.

Ieri l’esercito ha dispiegato al confine con la Striscia unità di fanteria e corazzati. Sono stati richiamati almeno 9.000 riservisti. Le forze armate hanno inoltre ordinato alla popolazione israeliana nel raggio di 4 chilometri dalla Striscia di rimanere chiusi nei rifugi fino a nuova comunicazione.

Secondo alcune testimonianze raccolte dal «Wall Street Journal», nella notte le truppe israeliane sono avanzate da nord con i carri armati penetrando nel territorio palestinese di Gaza per alcuni chilometri. Il portavoce dell’esercito ha tuttavia smentito tali voci. E sempre nella notte, le forze armate israeliane hanno fatto sapere di aver colpito una rete di tunnel che sarebbe stata utilizzata dai miliziani di Hamas per organizzare attacchi contro Israele. Non sono stati forniti ulteriori dettagli a riguardo.

Non si fermano neanche i razzi palestinesi: in una notizia dell’ultima ora, il quotidiano «Haaretz» ha riferito del ferimento di un uomo nei pressi della sua casa ad Ashkelon, nel sud di Israele, in conseguenza dell’esplosione di un razzo lanciato da Gaza.

L’escalation militare con la Striscia di Gaza si sta ripercuotendo anche all’interno di Israele, provocando una serie di scontri senza precedenti in particolare nelle città a popolazione mista. Grande shock hanno suscitato due linciaggi avvenuti mercoledì sera ad Akko e a Bat Yam, al confine sud con Giaffa. Ad Akko un uomo di 30 anni è in condizioni critiche dopo essere stato assalito brutalmente da manifestanti arabi. A Bat Yam invece, una folla di manifestanti ebrei ha attaccato un conducente arabo, prelevandolo dall’auto e picchiandolo selvaggiamente. A Lod, dove nei giorni scorsi si erano registrati gli scontri più duri, il coprifuoco notturno annunciato dalla polizia è stato violato da molti abitanti e si sono registrati numerosi incidenti violenti. A Haifa, 59 inquilini di una palazzina sono stati curati in ospedale per inalazioni di fumo, dopo che cinque veicoli dati alle fiamme hanno provocato un massiccio incendio che ha coinvolto il parcheggio residenziale.

Nel complesso si parla di oltre 370 persone coinvolte nelle violenze e arrestate negli ultimi 2 giorni. Vi è inoltre il timore che nuovi pesanti scontri possano avvenire domani, sabato, in cui ricorre la nascita dello Stato di Israele. Per i palestinesi è il Giorno della Nakba, la “Catastrofe” e sono già previste manifestazioni di protesta. Il ministro della difesa israeliano ha dispiegato 10 unità di riserva della polizia di frontiera per contenere la situazione. Il presidente israeliano Reuven Rivlin si è detto «estremamente preoccupato» e ha chiesto ai leader politici, alle forze sociali e ai cittadini di fare «tutto il possibile» per mettere fine agli episodi di violenza. «Siamo sotto la minaccia di continui lanci di missili e ci occupiamo di una guerra civile senza ragione» ha detto Rivlin.

Sul piano internazionale, l'ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Linda Thomas Greenfield, ha annunciato che domenica si riunirà il Consiglio di sicurezza Onu per discutere dell’escalation in corso. «Il Consiglio si riunirà domenica per discutere della situazione in Israele ed a Gaza» ha scritto su Twitter, evidenziando che «gli Stati Uniti continueranno ad impegnarsi attivamente in azioni diplomatiche al più alto livello per cercare di far rientrare le tensioni». Nelle scorse ore il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha avuto un colloquio telefonico con il leader palestinese Mahmoud Abbas chiedendogli di fermare il lancio di razzi. «Ho sottolineato la necessità di porre fine agli attacchi missilistici e di abbassare le tensioni. Israeliani e palestinesi meritano di avere uguali libertà, dignità, sicurezza e prosperità» ha detto Blinken. In precedenza Blinken aveva detto: «Israele ha il diritto a difendersi, ma quando vediamo vittime civili, in particolare bambini che perdono la vita, questo ha un impatto. Credo che Israele abbia un onere in più nel fare tutto quello che può per evitare vittime civili, anche nel suo diritto a difendersi».