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A Palermo la Casa di accoglienza Guido Grimaldi per i poveri su iniziativa dei missionari vincenziani

Quando la solidarietà
trova posto

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12 maggio 2021

Sostenere i malati che vivono in condizioni di disagio economico e le famiglie che devono accompagnarli nei percorsi terapeutici: è questo l’obiettivo che si prefigge la nuova Casa di accoglienza Guido Grimaldi inaugurata nei giorni scorsi nel quartiere San Lorenzo a Palermo, lo stesso quartiere dove trentacinque anni fa un killer uccise un bambino di appena 11 anni, Claudio Domino, mentre giocava per strada.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, padre Erminio Antonello in rappresentanza della Provincia Italia dei missionari vincenziani, padre Calogero Di Fiore, responsabile della struttura, il sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, e gli armatori Grimaldi che hanno sostenuto il progetto. Nella stessa occasione è stato inaugurato anche un parco giochi, unico nel quartiere, anch’esso finanziato dalla Fondazione Grimaldi.

«Nonostante il quartiere si trovi alla periferia della città e non sia abitato da gente benestante — spiega al nostro giornale padre Calogero, parroco della chiesa di San Vincenzo de’ Paoli — qui la solidarietà ha trovato posto. Ci sono tante situazioni di disagio, aggravate dalla pandemia, ma allo stesso tempo c’è tanta voglia di aiutare il prossimo e di farsi carico dei disagi e delle vicissitudini altrui».

La casa di accoglienza nasce dal desiderio della comunità parrocchiale di San Vincenzo de’ Paoli di vivere più concretamente il carisma vincenziano nel farsi prossimo ai poveri nelle loro difficoltà quotidiane. La struttura dispone di sette stanze singole, doppie e triple con bagno interno, per tredici posti letto in totale. Sono inoltre presenti cucina, lavanderia, soggiorno con una televisione in comune. L’accoglienza è realizzata in uno stile familiare e ogni ospite avrà cura della pulizia della propria camera nel limite del possibile. «All’interno della casa — aggiunge il missionario vincenziano — opereranno una decina di volontari che si occuperanno a 360 gradi di tutto ciò che necessita ai nostri ospiti. Con il nostro sostegno che non vuole essere soltanto caritativo ma di accompagnamento», prosegue, «vogliamo alleviare le sofferenze di quanti hanno bisogno. Sì, perché per un povero che deve assistere un proprio familiare in ospedale e che deve sostenere delle spese è veramente complicato. Ed è qui che interveniamo noi».

All’interno della parrocchia è operativo da tempo anche un ambulatorio medico, dove si effettuano visite specialistiche e indagini strumentali gratuiti per i bisognosi. La struttura è intitolata a Guido Grimaldi, fondatore della Grimaldi Lines: la vedova, Paola Arcidiacono, grazie al suo amore per i più fragili è stata la vera ispiratrice di questa casa di accoglienza che ha voluto intitolare al marito scomparso nel 2010. «La storia recente di pandemia ha messo in rilievo quanto sia critico e importante, umanamente e organizzativamente, per le famiglie poter avere la possibilità di essere vicino ai propri malati nel momento di maggiore bisogno di cure e sofferenza per la malattia. A molte famiglie in situazioni di disagio economico — ha sottolineato Paola Arcidiacono — questa possibilità è normalmente preclusa. Grazie a quest’opera speriamo di aver aiutato molte di loro a vivere con maggiore serenità momenti difficili. Sono lieta che la Fondazione Grimaldi abbia potuto fare questo assieme all’istituzione meritevole e secolare dei vincenziani».

«Accoglieremo, ospiteremo e accompagneremo le persone più povere colpite dalla tragedia della malattia e i loro familiari che devono assisterli. Sarà una struttura — conclude padre Calogero Di Fiore — che, grazie al sostegno della comunità parrocchiale e della fondazione, offrirà a tutti gli ospiti il calore di una comunità secondo lo spirito di san Vincenzo de’ Paoli, il quale ripeteva spesso che “i poveri sono nostri padroni e signori”». (francesco ricupero)