· Città del Vaticano ·

Presentato il libro-intervista di padre Sosa

In cammino con Ignazio

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12 maggio 2021

Una conversazione durata 24 ore, in dodici tappe, «un viaggi avventuroso» per rispondere a numerose domande su come la spiritualità di sant’Ignazio di Loyola «può avere un impatto sul nostro mondo e su come le domande del mondo e i bisogni urgenti dell’umanità possono essere affrontati dalla Compagnia di Gesù, dalla Chiesa e da tutte le altre tradizioni di fede». Così padre Arturo Sosa Abascal, preposito generale dei gesuiti, presenta il suo primo libro-intervista «In cammino con Ignazio», realizzato in dialogo con Darío Menor, corrispondente a Roma del giornale spagnolo «El Correo» e della rivista religiosa «Vida Nueva».

Il volume viene pubblicato proprio alla vigilia dell’apertura dell’anno ignaziano che, dal 20 maggio 2021 al 31 luglio 2022, celebrerà i 500 anni dalla conversione del fondatore sant’Ignazio.

Il libro — scritto inizialmente in spagnolo e tradotto in una varietà di edizioni in altre lingue (inglese, portoghese, francese, italiano, polacco, olandese così come tamil, vietnamita e arabo) — è stato presentato nel pomeriggio di martedì 11 maggio, nell’aula della curia generalizia dei gesuiti a Borgo Santo Spirito, da padre Sosa e Menor insieme con suor Jolanda Kafka, presidente dell’Unione internazionale delle superiori generali che ha scritto la prefazione.

Nei colloqui padre Sosa parla delle sfide attuali della Chiesa, delle questioni al centro della vita della Compagnia di Gesù, della situazione nel suo Venezuela, del rapporto con il primo Papa gesuita della storia e, infine, dello scenario schiuso dalla pandemia. Padre Sosa ripercorre le tappe della sua vita, a partire dall’infanzia e dalla gioventù, l’interesse per la politica, la vocazione, l’impegno sociale e accademico nella Compagnia di Gesù. Il preposito generale esamina poi i temi al centro dell’impegno della Compagnia, le cosiddette «preferenze apostoliche», ancor più urgenti a causa della pandemia: l’accompagnamento nella spiritualità, molto richiesto in questo momento di difficoltà, il cammino con i poveri e gli emarginati del mondo, la vicinanza ai giovani, il risveglio verso una maggiore sensibilità per la casa comune.

«La storia di sant’Ignazio è stata paradigmatica nella mia vita» spiega padre Sosa nel libro. «Inizialmente egli era determinato ad avere successo a corte e aveva una tabella di marcia già pronta per se stesso. Una ferita subita in battaglia cambiò tutto, gli diede il tempo di riflettere e di vedere che Dio aveva sogni diversi per lui. Processi simili di cambiamento sono avvenuti nella mia vita in modi e tempi diversi, quando ho imparato ad ascoltare come Dio mi parla. In questo tempo di covid, sta accadendo nella vita di così tante persone intorno a noi che si trovano faccia a faccia con i limiti dei loro progetti di vita. La conversione è essere sulla strada per diventare esseri umani più pieni».

Nella presentazione del volume — intitolata «Come raggiungere la vera libertà» — padre Sosa fa notare che la pandemia ha riacceso l’ansia di libertà che si può raggiungere «solo attraverso un cammino di liberazione». Come quello compiuto da sant’Ignazio che, dopo la sconfitta, «con la gamba distrutta, diventa pellegrino e si mette in cammino». Si libera dell’illusione che si era costruito, prosegue il preposito generale, per cercare di raggiungere l’essenza della libertà, «scoperta nell’incontro personale con Cristo». E quest’essenza, per padre Sosa, «è l’amore che porta alla consegna della propria vita, perché altri abbiano vita. Amare fino in fondo, fino a dare la vita, seguendo l’esempio di Gesù».

Con questo spirito, ha rilanciato, è stato scelto come tema dell’anno ignaziano uno sguardo in avanti: «Vedere nuove tutte le cose in Cristo». L’anno sarà perciò un periodo di riflessione e rinnovamento per la Compagnia, oggi presente in 127 Paesi al mondo.

«Sono convinto — spiega ancora padre Sosa nel volume — che affrontare onestamente le domande e cercare di rispondere con i nostri amici, le nostre famiglie e la nostra comunità di fede sia la via da seguire per una vita più profonda e soddisfacente, per una vita di maggiore solidarietà che sia più in sintonia con il sogno che Dio ha per il nostro mondo».

di Alessandro Di Bussolo