· Città del Vaticano ·

Le missionarie di Nostra Signora del Santo Rosario a fianco delle famiglie hmong in Vietnam

Sulle strade di montagna
per portare il Vangelo

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11 maggio 2021

Una vita dedicata alla missione, in un instancabile servizio a favore dei più poveri e sempre in viaggio anche su impervie strade di montagna per portare fede, amore e speranza nei villaggi più remoti del Vietnam ed essere così vere discepole di Gesù. È su questi binari che si dirige l’apostolato delle suore missionarie di Nostra Signora del Santo Rosario di Bùi Chu, città nel sud del Paese che, anche nel periodo pasquale, fedeli alla loro missione di evangelizzazione e testimonianza della carità, insieme a dieci volontari del decanato di Quan Phuong hanno compiuto un viaggio di quattordici ore e seicentocinquanta chilometri per portare la gioia della Risurrezione del Signore alle popolazioni tribali che vivono nel comune di Sa Tong, nel distretto di Muong Cha della provincia di Dien Bien. È uno dei luoghi più inaccessibili dell’area, composto da dieci villaggi e abitato da 813 famiglie appartenenti all’etnia hmong (una delle 53 che vivono nello Stato asiatico), situato in una regione montuosa molto povera e priva di acqua per uso domestico e per l’agricoltura: una delle ragioni per cui il tasso di povertà delle famiglie, qui, tende ad aumentare di anno in anno.

Lo spirito delle missionarie è lo stesso che animò nel marzo 1924 il vescovo Joseph Shanahan, vicario apostolico della Nigeria del Sud, che per far fronte alle esigenze della sua missione fondò la congregazione. Dallo Stato africano le suore estesero il loro campo d’azione ad altre nazioni del continente per poi giungere in Europa e in America, con circa quattrocento religiose in 75 case. Il gruppo ha fornito visite mediche gratuite, medicine e pacchi di cibo agli studenti e alla gente locale, adempiendo alla sua missione di annunciare, soprattutto a chi non ha mai sentito parlare del Signore, Cristo risorto. Il tutto in un contesto dove ancora permangono alcune discriminazioni verso una comunità oggetto di diffidenze e rancori che risalgono alla guerra del Vietnam, quando i hmong si schierarono a fianco degli Stati Uniti, e spesso anche per il fatto che molti di loro hanno abbracciato la fede cristiana. Una situazione comune a quella dei “montagnard”, i popoli tribali che vivono nelle alture tra Vietnam, Laos e Cambogia e verso i quali l’evangelizzazione di religiosi, catechisti e suore continua senza sosta, nella ferma convinzione che la Parola è un dono da condividere superando ogni difficoltà, anche quelle relative al territorio impervio.

E così, la notte di Pasqua, nella parrocchia di Angphonso, diocesi di Kontum, sessanta appartenenti al gruppo tribale jarai hanno ricevuto il battesimo dopo aver frequentato corsi catechistici e partecipato ad attività pastorali: un segno di speranza in una situazione particolarmente difficile in quest’area del Vietnam che ha vissuto un nuovo lockdown tra febbraio e marzo a causa della pandemia, colpendo in particolar modo la produzione agricola e la situazione economica delle famiglie che vivono dei prodotti della terra.

di Rosario Capomasi