· Città del Vaticano ·

Appello del sindaco all’Europa: «Regole chiare e rispetto dei diritti umani»

Duemila profughi
a Lampedusa

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
10 maggio 2021

Da domenica è come se il Mediterraneo avesse aperto le porte: quasi ogni ora scandisce l’avvistamento, il soccorso, l’attracco di un barcone di immigrati a Lampedusa, avamposto d’Europa.

Al momento in cui scriviamo gli sbarchi sono stati venti, un’ora dopo l’altra. Gli immigrati soccorsi 2.128. Ma è una conta in continua revisione. Le richieste di soccorso lanciate per telefono dal canale di Sicilia sono ancora diverse. E l’hotspot isolano di contrada Imbriacola è stracolmo di persone bisognose di tutto. La struttura può soccorrerne dignitosamente 215. Si è riusciti a stiparvi almeno 1.500 persone. Donne, bambini, uomini. Molti sono accampati sui moli di attracco.

Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, ha fatto appello all’Europa, dall’isola che ne viene definita la porta. Servono, ha detto «regole chiare per il soccorso in mare e per il controllo e servono azioni di tutela dei diritti umani». Non solo. Sono necessari, sottolinea il sindaco «meccanismi che salvaguardino Lampedusa. Siamo un territorio di confine non solo italiano ma anche europeo, anche Bruxelles deve assumersi le sue responsabilità».

Intanto la prefettura di Agrigento lavora per decongestionare l’isola. Due navi, il traghetto Allegra da 1.500 passeggeri e la Splendid da 2.000, saranno dedicate ad assistenza e trasferimento delle persone sulla terraferma. Capitaneria di porto e Guardia costiera, oltre che partecipare alle operazioni di avvistamento e soccorso, cooperano per l’allestimento in emergenza di assistenza ed evacuazione. Un traghetto di linea porterà le prime duecento persone a Porto Empedocle. La Splendid ne accompagnerà altre 312 e un’altra nave veloce, la Azzurra. è stata mobilitata. La Prefettura le ha assegnato la gestione di 600 persone, per arrivare a svuotare il centro isolano e garantire la necessaria assistenza a tutti.

Chi sono i profughi e da dove arrivano, tutti insieme? Partono da Libia e Tunisia. Il tempo più clemente ha senz’altro facilitato gli sbarchi. Ma l’intensità degli arrivi è tale che non sembra sufficiente il clima a spiegare la flotta fragile di gommoni, pescherecci e barchette, carichi all’inverosimile, che hanno preso il mare insieme.

Qualche esempio, poi, per dire chi sono le persone fuggite dalla porta lasciata aperta del Mediterraneo. Nel sedicesimo sbarco della giornata la Guardia costiera ha soccorso 85 persone di nazionalità siriana. La loro imbarcazione era lunga 10 metri. Tra i passeggeri cinque donne, un bambino ed un neonato. Erano alla deriva a 25 miglia da Lampedusa.

Tra la notte e la mattina, attorno alle 4.30, è stata avvistata una sagoma di venti metri che aveva a bordo 340 persone. La seguiva a poca distanza un’altra carretta con altre 90 persone. Gente in arrivo dal Bangladesh, dalla Tunisia, dalla Siria, in una giornata di fuoco sulla rotta mediterranea.