· Città del Vaticano ·

Al centro importanti questioni geopolitiche

Riprendono i contatti diplomatici
tra Mogadiscio e Nairobi

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08 maggio 2021

Somalia e Kenya hanno ripreso i contatti diplomatici. L’annuncio è stato dato dal governo somalo con un tweet. I due paesi africani avevano sospeso i rapporti circa sei mesi fa a causa della decisione del presidente somalo Farmajo di posporre la data delle elezioni presidenziali e l’accusa mossa da Mogadiscio che Nairobi stesse interferendo con i suoi affari interni. La ripresa dei contatti diplomatici è stata mediata dal Qatar.

Nell’ultima settimana, Mutlaq Al-Qahtani, inviato speciale per l’antiterrorismo e le mediazioni diplomatiche del Ministero degli Esteri qatariota, ha visitato i due paesi incontrando, tra gli altri, il primo ministro somalo Mohammed Hussein Roble, il governatore del Somaliland Muse Bihi e il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta. Al-Qahtani ha dichiarato che la ripresa dei contatti diplomatici tra i due paesi aiuterà la Somalia a stabilizzare la sua situazione interna e faciliterà l’organizzazione delle prossime elezioni, scrive la Reuters. Per il presidente Farmajo la ripresa dei rapporti con il suo vicino significa una diminuzione della pressione internazionale. Nelle ultime settimane le critiche piovute sulla sua decisione di estendere il suo mandato da presidente per altri due anni aveva scatenato una pioggia di critiche provenienti non solo da esponenti delle entità federali, ma anche dai partner internazionali, in primis gli Stati Uniti e l’Unione africana. Nella seconda metà di aprile, poi, nella capitale Mogadiscio ci sono stati pesanti scontri a fuoco tra milizie contrarie all’estensione del mandato e forze militari fedeli invece al presidente. Gli scontri hanno portato alla decisione di annullare la precedente decisione.

Kenya e Somalia sono afflitti dall’azione delle milizie del gruppo terroristico al-Shabaab, che compie spesso incursioni nelle regioni settentrionali del Kenya partendo dalla Somalia. Il Kenya è uno dei paesi che partecipano alla missione antiterrorismo contro al-Shabaab con tremilaseicento soldati. Una ripresa del dialogo potrà sicuramente distendere anche le relazioni tra Somalia e Unione africana e facilitare il contrasto all’azione del gruppo terrorista.

Ma i due Paesi devono ancora affrontare due importanti questioni. La prima riguarda la regione del Jubbaland. Il governatore di questa regione semi-autonoma Ahmed Madobe, è tutt’ora uno degli antagonisti di Farmajo. Lo scontro riguarda il ruolo delle entità federali nell’organizzazione delle elezioni: Madobe vorrebbe più poteri per il suo stato, mentre Farmajo vorrebbe un processo più centralizzato. Negli scorsi mesi, la Somalia aveva accusato Nairobi di voler interferire nel processo elettorale in quella regione e di sostenere Madobe.

La seconda questione — sottolineano gli analisti — è la disputa sul confine marino tra Kenya e Somalia. Al momento, la questione è stata portata di fronte alla Corte internazionale di giustizia. In ballo ci sono i diritti di esplorazione su alcuni giacimenti di petrolio e gas nell’Oceano indiano. Questa disputa aveva già aveva già causato nel 2019 una crisi diplomatica tra i due paesi, risolta nel giro di pochi mesi.

di Cosimo Graziani