· Città del Vaticano ·

Ripensare la teologia
Al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II

Tre tenori
per una rifondazione

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07 maggio 2021

Una visione dell’avvenire generatrice di speranza, una teologia profetica e critica, in grado di uscire dalle aule universitarie ed entrare nelle chiese e nella società civile, capace di liberarsi dall’autoreferenzialità per riscoprire la freschezza del Vangelo.

Li chiamano i “Tre tenori” della teologia: tre giganti del pensiero contemporaneo sulle cui spalle salire per scrutare l’orizzonte della fede. Christoph Theobald, Elmar Salmann e Pierangelo Sequeri si sono riuniti — anche se solo virtualmente — lo scorso 5 maggio al Pontificio Istituto Giovanni Paolo ii per una vera e propria “rifondazione” della teologia.

«Nella comunità cristiana e nella società la teologia è praticamente senza peso» ha spiegato Sequeri. «I teologi vengono guardati con rispetto, ma la fede — dicono tutti — è un’altra cosa».

Per questo a quarant’anni dalla nascita dell’Istituto (voluto nel 1981 da Papa Wojtyła) i tre grandi teologi europei si sono prodotti in una polifonia che nelle parole del Gran cancelliere, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, è diventata una vera e propria chiamata alle armi. Aprendo l’incontro il presule ha annunciato infatti la pubblicazione di Salviamo la fraternità – insieme: un appello rivolto a cento teologi e cento intellettuali «perché si confrontino sul sapere della fede». «La speranza che ci accomuna — ha aggiunto Paglia — è quella di aiutarci a non abitare la terra invano ma ad onorare il mistero di una origine e di una destinazione che ci sovrastano».

Preludio di questa possibile “fraternità intellettuale”, il convegno «Oggi e domani. Immaginare la teologia» ha visto i tre professori collegati in streaming da altrettanti Paesi: Italia, Francia e Germania. «Dobbiamo lasciare accedere tutti alle falde acquifere dello Spirito Santo» ha detto Theobald. «La teologia ha smesso di evangelizzare i fedeli perché è troppo occupata a evangelizzare sé stessa» ha aggiunto Sequeri. «Negli ultimi 65 anni — ha spiegato Salmann — siamo passati dall’immagine del Cristo Re a quella del Fratello in cammino, dal potere maschile al gender, dalla ideologia della purezza al senso dell’esplorazione, dalla confessione alla psicoterapia. Oggi siamo i rabdomanti delle orme perdute del divino».

Mistica e storia, provocazioni e paradossi: pur immersa nella complessità della materia, questa ricerca dell’essenza del cristianesimo si è rivelata sorprendentemente godibile: i “Tre tenori” del pensiero cattolico hanno liberato la disciplina da elucubrazioni accademiche per restituirle la semplicità delle parabole evangeliche. D’altra parte, ha notato Sequeri, Gesù non si cimenta mai in dissertazioni dottrinali mentre affida la Rivelazione del Regno a una narrazione fatta di granaglie, monetine perse, contratti di lavoro, figli malati e una signora che aveva cinque mariti e non era nemmeno sposata.

Dal concilio di Trento al Vaticano ii , dagli scandali sugli abusi al ruolo delle donne, dalle benedizioni delle coppie omosessuali e le unioni irregolari all’ecumenismo e l’ospitalità eucaristica: le due ore di conversazione hanno affrontato tutti gli snodi cruciali, tenendo sempre presente l’invito espresso da Papa Francesco nella Evangelii gaudium a «semplificare senza perdere profondità, esprimere la verità di sempre con un linguaggio che consenta di riconoscere la sua perenne novità, stabilire la preponderanza del reale sull’idea, superare una dottrina monolitica e manifestare l’inesauribile ricchezza del Vangelo» fino alla nascita di una nuova teologia che «non cerchi la prova dell’esistenza di Dio ma l’emergere della sua essenza». «Un Dio non anziano e monotono ed esclusivo, ma ospitale — ha detto Salmann — forse un Dio più francescano, non razionale ma quintessenza dell’amicizia».

«Il futuro secolare avrà una teologia — ha concluso Sequeri — se la teologia cesserà di essere un semplice strumento di addestramento dottrinale del personale ecclesiastico e si metterà in nome del Vangelo a servizio della creatura».

Moderato da Lucia Vantini, l’incontro è stato trasmesso in diretta in quattro lingue (italiano, inglese, francese e portoghese) sui profili Youtube e Facebook dell’Istituto Jp2, dove la registrazione rimane disponibile.

di Arnaldo Casali