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Multilateralismo

La lezione
degli uccelli migratori

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07 maggio 2021

Affrontano viaggi lunghissimi e pericolosi per abbandonare un ambiente diventato inospitale e senza cibo e raggiungerne un altro che gli consente di vivere meglio, ma mantenendo sempre la promessa di tornare nei luoghi in cui sono nati. Sono gli uccelli migratori che uniscono il mondo coi loro incredibili viaggi senza confini. Un simbolo perché la loro ricerca di un luogo migliore dove vivere e crescere i propri figli accomuna anche tanti esseri umani.

Grandi o piccoli, da soli o in compagnia, i migratori rappresentano il 40 per cento delle oltre 10mila specie di uccelli conosciute. La loro vita è quella dei pendolari, si muovono ciclicamente tra due aree, quelle di riproduzione, a nord, e quelle di svernamento, a sud. In primavera si dirigono a nord per nidificare, in autunno invece si spostano a sud, per trascorrere l’inverno in luoghi con climi più caldi e accoglienti. E ciò avviene regolarmente ogni anno per abbandonare un ambiente diventato inospitale, verso un altro che gli consente di sopravvivere con maggiori probabilità nonostante i pericoli del viaggio. Con i loro spostamenti stagionali gli uccelli migratori ci ricordano i cicli della natura. I loro viaggi interminabili soffrono l’inquinamento e l’intervento dell’uomo sull’ambiente. Il loro bisogno di un habitat naturale e sano li rende ambasciatori globali della natura e dunque non solo collegano diverse parti del pianeta ma riconnettono anche le persone alla natura e a se stesse come nessun altro animale al mondo. Per questo la Giornata mondiale degli uccelli migratori, istituita dalle Nazioni Unite e che ricorre il secondo sabato di maggio, non è solo una celebrazione degli uccelli, ma è anche un momento importante per riflettere sul nostro rapporto con la natura.

Quest’anno la Giornata ha un significato ancora più importante perché la pandemia, che non ha impedito agli uccelli di continuare a cantare e volare tra i luoghi di riproduzione, ci ha permesso nel silenzio innaturale delle nostre città, in cui gli spostamenti e le attività di milioni di persone sono stati limitati, di ascoltare e osservare gli uccelli come mai prima. Anzi per molti il canto degli uccelli è stato un conforto durante i duri mesi di isolamento, collegando le persone tra loro e la natura nonostante le chiusure. Dunque il tema scelto per la Giornata mondiale 2021 è “canta, vola e elevati come un uccello” e le mille iniziative organizzate nel mondo hanno lo scopo di sensibilizzare il pianeta sull’importanza di sviluppare uno sforzo comune per proteggere gli uccelli migratori e il loro habitat senza il quale non sono in grado di sopravvivere. La loro morfologia e fisiologia gli permette di volare rapidamente e su lunghe distanze. Sono in grado di orientarsi grazie al sole durante il giorno, e alle stelle di notte e per i campi geomagnetici in qualsiasi momento. Ma i loro viaggi estenuanti hanno bisogno di una serie di siti lungo il loro viaggio dove fermarsi a riposare. Alcune specie possono arrivare a percorrere fino a 16.000 chilometri due volte all’anno, passando dalla Siberia alla costa occidentale dell’Africa, scendendo addirittura fino alla punta del Sud Africa. Questo fa comprendere come siano essenziali i luoghi di scalo da cui dipende la loro vita. Ma la mano dell’uomo spesso causa la perdita di tali luoghi e ciò può avere un impatto drammatico sulle possibilità di sopravvivenza degli uccelli migratori.

Dunque l’invito all’uomo è quello di riconciliarsi con la natura ascoltando e osservando la vita di questi animali la cui presenza intorno a noi, nelle città, nelle campagne, nei parchi e nei giardini pubblici, nelle foreste e in montagna, nelle zone umide e lungo le coste ha avuto un effetto benefico sulla salute umana durante la pandemia, secondo gli studi messi a punto da illustri scienziati. Le molte iniziative organizzate in occasione della Giornata mondiale dalle numerose agenzie internazionali per l’ambiente vogliono dunque far conoscere il miracolo della migrazione degli uccelli per aumentare la consapevolezza sulla loro importanza ecologica e la necessità per l’uomo di rispettare l’ambiente.

di Anna Lisa Antonucci