· Città del Vaticano ·

Il Wcc sulla campagna di vaccinazione anti-covid

Per una nuova stagione
nell’assistenza sanitaria

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06 maggio 2021

Prendersi cura dell’altro e vivere la fratellanza, sostenendo la campagna di vaccinazione in modo che questa possa realmente raggiungere ogni uomo e ogni donna: questo è l’impegno confermato dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc), in un incontro, che si è tenuto nei giorni scorsi, in modalità webinar, durante la settimana mondiale a favore della vaccinazione, promossa dall’Onu. L’incontro si è aperto con un richiamo all’impegno del Wcc nella lotta al coronavirus fin dal suo apparire, tanto che sono stati attivati progetti e definiti strumenti per contrastare la pandemia; in questi ultimi mesi il Wcc si è fatto portavoce della richiesta, formulata da Chiese e organismi ecumenici, dell’estensione del diritto all’assistenza sanitaria a livello mondiale, soprattutto là dove questa era così rarefatta, nonostante la presenza di organizzazioni internazionali, spesso sostenute dalle Chiese. Proprio questo impegno, in prima linea nella lotta alla pandemia, ha spinto il Wcc, come ha ricordato Isabel Apawo Phiri, che fa parte della Segreteria generale, a organizzare un incontro per sottolineare, in profonda sintonia con tanti leader del cristianesimo, l’importanza di realizzare una vaccinazione capillare per contrastare la pandemia, aprendo una nuova stagione nell’assistenza sanitaria. Negli ultimi anni il Wcc ha promosso una serie di progetti, soprattutto in Africa, per la costruzione di un sistema sanitario, come un pezzo fondamentale e irrinunciabile di un pellegrinaggio per la giustizia e per la pace in grado di modificare profondamente la società in nome dei valori cristiani. Si tratta di potenziare questa rete di interventi, che ha dato risultati insperati nella lotta all’Hiv, anche se ancora molto deve essere fatto. La campagna per la vaccinazione anti-covid riveste anche un valore particolare per la cura del creato, dal momento che la pandemia ha portato al degrado di tante situazioni, determinando nuove ingiustizie, che, come ha detto Apawo Phiri, i cristiani devono denunciare in nome di Cristo, Salvatore delle genti. Alla figura di Cristo si è richiamato anche l’arcivescovo anglicano Anders Wejryd, presidente del Wcc per l’Europa: le parole e i gesti di Cristo devono guidare i cristiani nel mondo per donarsi agli altri, realizzando il bene comune, che, nei tempi presenti, significa chiedere, con insistenza, che la campagna di vaccinazione coinvolga tutti, uomini e donne, in ogni luogo; non è un passaggio automatico per i tanti interessi che si affollano intorno ai vaccini anti-covid e proprio per questo i cristiani sono chiamati a vigilare. La campagna di vaccinazione appare particolarmente difficile in Africa, nonostante la mobilitazione dei cristiani; si devono cercare nuove risorse per rendere questa campagna realmente efficace, lavorando anche per la costruzione di una cultura dell’assistenza sanitaria, come ha ricordato Mwai Makoka, membro del programma del Wcc per la sanità. Per lui questo tempo di dolore deve diventare occasione per rafforzare il diritto alla cura, condividendo le esperienze che in questi anni hanno animato il cammino ecumenico in Africa. Nel dibattito che è seguito a questi tre interventi centrale è stata la questione della necessità di rendere accessibile il vaccino, incoraggiando anche un coinvolgimento dei giovani, proprio per favorire un’azione che sappia ridurre le discriminazioni nel campo delle cure mediche, tanto più nei paesi più poveri. Nel riaffermare l’impegno del Wcc per la campagna di vaccinazione, al termine dell’incontro, si è detto che questa campagna fa parte di un cammino, molto più ampio, nel quale i cristiani devono offrire il loro contributo per costruire il domani che non potrà e non dovrà essere la riproposizione del passato pre-covid, così lontano dai valori cristiani, della cura del creato e della fratellanza umana.

di Riccardo Burigana