· Città del Vaticano ·

Il Vangelo in tasca

I valori più alti

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
06 maggio 2021

Dobbiamo confessare con realismo che troppo spesso siamo così ricurvi sulle realtà quotidiane, da non avere più gli occhi della mente capaci di guardare in alto.

Spesso siamo così abituati verso atti piccoli e modesti, da diventare incapaci di cose grandi. Siamo così assorbiti dalle cose materiali, da perdere ogni sapore per la bellezza e la spiritualità. Siamo così storditi dal chiasso e dal traffico, da non saper più riconoscere la voce della coscienza che risuona nel silenzio.

Siamo talmente alla ricerca affannosa del piacere, da ignorare che esiste una felicità interiore che è ben più alta e affascinante.

Oggi torna la festa dell’Ascensione di Gesù in cielo, a ricordarci di pensare ai valori più nobili e profondi. Questa festa non ci invita a decollare dalla realtà verso cieli mitici, ma, piuttosto, a impegnarci con serietà nelle opere e nei giorni. A condurre un’esistenza irradiata dallo Spirito di Dio.

San Paolo nella seconda lettura ci invita a impegnare ognuno i propri talenti per «edificare il corpo di Cristo», la Chiesa e la società. E Gesù, nel Vangelo, invia nel mondo i suoi seguaci, per compiere segni di salvezza.

Non è necessario arrivare ai confini del mondo per testimoniare la nostra fede. Ognuno, nel proprio “piccolo mondo” che lo circonda, vivendo con coerenza la propria fede, può superare tutti i confini. «Non esistono posti troppo piccoli per un testimone del Vangelo. Il pericolo, semmai, è quello di avere un cuore piccino, non abbastanza dilatato sulle dimensioni del mondo» (don Alessandro Pronzato).

Spalanchiamo, allora, il nostro cuore per gli ideali e i valori più grandi. Si testimonia Cristo con la propria vita, prima che con la propria parola.

Chi riduce il Vangelo a formule, sarà un freddo amministratore ma mai un profeta. Gesù ci invia nel mondo per essere fuoco e luce, non anestetici e tranquillanti!

di Leonardo Sapienza