· Città del Vaticano ·

Oltre un milione di sfollati

Nel Tigray migliaia
di bambini separati
dai genitori
a causa del conflitto

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05 maggio 2021

Sono passati sei mesi dall’inizio del conflitto nel Tigray, a nord dell’Etiopia, che ha aperto una nuova crisi umanitaria nel Paese del Corno d’Africa coinvolgendo migliaia di civili. Almeno 1,7 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case. Da allora migliaia di bambini e adolescenti risultano separati dalle loro famiglie e molti vivono in condizioni precarie e di estrema vulnerabilità all’interno di campi profughi o nei rifugi informali. Sono enormi le sfide che devono affrontare ogni giorno, per soddisfare i bisogni primari, venendo a mancare nella loro vita le persone che normalmente li aiuterebbero a trovare cibo, acqua e riparo. A lanciare l’allarme è Save the Children, che ieri in un comunicato ha espresso forte preoccupazione per il benessere mentale e fisico di questi minori.

Sono almeno 917 i minori non accompagnati e 4.056 quelli separati, secondo quanto registrato dalle Nazioni Unite. Molti di loro si sono separati dai propri genitori durante la fuga dalle violenze, altri li hanno visti morire a causa del conflitto. Avendo perso gli adulti di riferimento, corrono il rischio di abusi e sfruttamento. Gli operatori di Save the Children riferiscono che alcuni di questi minori non sono attualmente in una situazione protetta e sicura. Molti vivono in stanze dove dormono più di 50 persone, che li espongono a ulteriori rischi, inclusa la violenza fisica e sessuale. Inoltre — aggiunge — le organizzazioni umanitarie non hanno avuto accesso alla maggior parte della regione. «Da quando è iniziato il conflitto — denuncia ancora l’organizzazione — la violenza sessuale contro ragazze e donne, anche incinte e anziane, è aumentata a un ritmo allarmante». Negli ultimi due mesi, più di 950 ragazze e donne hanno riferito di essere state violentate. Tuttavia, è probabile che questa cifra sia molto più alta.

L’Onu continua a denunciare il peggioramento della situazione umanitaria nel Tigray avvertendo che, sebbene i dati rimangano scarsi, vi sono indicazioni di livelli «allarmanti» di malnutrizione nella regione che colpisce bambini, madri incinte e in fase di allattamento. I circa 1,7 milioni di bambini e adulti sfollati, in tutta la regione del Tigray, necessitano di sostegno urgente per l’accesso a cibo, riparo, assistenza sanitaria, supporto psicologico, acqua pulita e servizi igienico-sanitari.

Intanto, l’Unione europea ha cancellato la missione dei propri osservatori in Etiopia per le elezioni previste il prossimo 5 giugno citando «la mancanza di accordo sui parametri chiave». L’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha affermato via Twitter che sono stati negati requisiti standard come l’indipendenza della missione e sistemi di comunicazione per la sicurezza degli osservatori. Borrell ha poi invitato il governo etiope a svolgere elezioni libere ed eque, dichiarando un finanziamento di 20 milioni di euro al suo Consiglio elettorale nazionale (Nebe).