· Città del Vaticano ·

Facce belle della Chiesa
Ricordo di Doma Ratnakar giovane sacerdote indiano

La legge della casta
e quella del Vangelo

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
05 maggio 2021

Capita a volte, per i tempi di un quotidiano, che una recensione esca troppo presto oppure troppo tardi. Questa recensione presenta entrambi i limiti. Troppo presto, perché in realtà il libro non è ancora uscito. Troppo tardi perché l’autore non ha fatto in tempo a leggerla. Don Doma Ratnakar, giovane presbitero indiano della diocesi di Vijayawada, stava curando la pubblicazione della sua interessante tesi di dottorato alla Pontificia Università Lateranense («Caste’s relevance and Salus Animarum. A research on the influence of caste on the Church in India, particularly on the appointment and transfer of priests») quando — rientrato in India da poche settimane — ha contratto il covid-19, contro cui nulla ha potuto neanche la sua giovane e robusta costituzione, e ha lasciato la scorsa settimana la vita terrena. Una perdita che ha lasciato sgomenti quanti avevano conosciuto don Doma a Roma e ne avevano potuto apprezzare le doti di simpatia e socialità non comuni, insieme ad una fede vissuta ed espressa con convinzione e profondità. Un’adesione radicale al Vangelo che in qualche modo ha ispirato il suo lavoro di ricerca su un tema sensibile ed importante per la Chiesa indiana: cioè la rilevanza che tutt’oggi è di fatto attribuita all’appartenenza alle caste nella vita ecclesiale, ed in particolare nelle nomine e trasferimenti dei presbiteri. Tema estremamente delicato che don Doma ha affrontato con un approccio non solo sociologico, ma preminentemente ecclesiologico e scevro da moralismo aprioristico. Tema su cui la Conferenza episcopale indiana è in più occasioni intervenuta categoricamente, l’ultima volta l’8 dicembre 2016, affermando che la casta, «per la sua inerente natura disumanizzante e antiumana, è un peccato contro Dio e l’uomo e che la discriminazione sulla base della casta è un assalto contro Dio». La stessa conferenza ha ammesso dolorosamente che il peccato di discriminazione basata sulla casta, le divisioni e le pratiche disumanizzanti di intoccabilità esistono nella Chiesa da immemorabile tempo in India. Il lavoro di don Doma è tutto teso ad esporre la vera natura della casta, e a mettere in luce il danno irreparabile che ha arrecato alla nazione indiana, e, nello specifico alla Chiesa in India. Inoltre, ha cercato di sfatare l’idea drammaticamente erronea che il sistema di caste indiane possa essere paragonabile a qualsiasi altra stratificazione sociale (si potrebbe dire di ordo) presente altrove nel mondo. Il sistema delle caste, a differenza del razzismo e del classismo, è allo stesso tempo religioso, morale e socio-professionale. E a differenza di qualsiasi altra istituzione sociale al mondo, la casta indiana è unica per la sua origine, per l’autorità delle sue fonti sacre, per il suo modus operandi e, soprattutto, per la sua intrinseca natura antiumana e contro i diritti fondamentali dell’uomo.

Il lavoro possiede una sua originalità per il fatto che non ci sono stati precedenti tentativi noti e significativi per esaminare la natura della casta dal punto di vista giuridico, religioso, sociologico e la sua influenza sulle azioni e le istituzioni della Chiesa in India, e soprattutto che non ci sono stati nemmeno precedenti tentativi di demolire e delegittimare completamente tale legge della casta anche all’interno della Chiesa in virtù del principio dell’uguaglianza dei fedeli, della communio e quindi della salus animarum, la legge suprema della Chiesa. Dopo un’introduzione generale, il libro esamina il concetto e l’origine della casta e la sua crescente perpetuazione, diffusione e influenza sulla vita in India da 3.500 anni. Tale parte presenta sistematicamente gli antichi testi indù sanscriti a partire da Purusha Sukta di Rigveda, il presunto fons et origo della casta, proseguendo con il Manusmriti, il codice per eccellenza della legge della casta, per giungere fino al xx secolo con il pensiero e l’iniziativa di Gandhi, che, a differenza di una tesi unanime pacifista, invece sostenne il sistema delle caste con i relativi principi di discriminazione come legge divinamente ordinata per l’umanità.

A seguire il libro tratta dell’influenza della legge della casta nella Chiesa, dall’arrivo del cristianesimo in India fino ai giorni nostri. È stata esaminata la natura unica della casta che ha rappresentato la più grande sfida per i missionari cristiani in India. Si è illustrato il modo in cui i missionari cristiani, sia cattolici che non cattolici, hanno dovuto scontrarsi con lo spirito della casta, anche in modo a volte assai drammatico. Sono state esaminate criticamente le disparità e le divisioni basate sulla casta all’interno della Chiesa, tra la gerarchia, il clero, i religiosi e i fedeli laici, illustrando attraverso testimonianze personali di sacerdoti e i risultati di un questionario, come il criterio della casta ancora oggi prevalga molto spesso su tutti gli altri criteri di discernimento nelle nomine all’interno della Chiesa indiana.

Quando poche settimane fa don Doma era partito per l’India, con la promessa di tornare presto, ci aveva mandato il testo del suo lavoro scrivendoci «sarebbe grande motivo di orgoglio per me vedere il mio lavoro recensito su L’Osservatore Romano». Attendendo la pubblicazione del libro, oggi manteniamo la promessa della recensione non solo come onore alla memoria di questo giovane prete amico, ma nella convinzione che il suo lavoro rimanga come lascito d’amore per una Chiesa che Doma fortemente amava e voleva migliore.

di Roberto Cetera