· Città del Vaticano ·

Voto regionale a Madrid:
un test cruciale per capire
il futuro politico della Spagna

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03 maggio 2021

Le elezioni regionali di Madrid, che si svolgeranno martedì 4 maggio, possono influire sul futuro politico della Spagna. La governatrice uscente Isabel Díaz Ayuso, conservatrice ed appoggiata dal partito popolare, cerca la riconferma ma diversi candidati progressisti, come il socialdemocratico Angel Gabilondo, Mónica García del movimento Más Madrid e Pablo Iglesias alla guida di Podemos, proveranno ad insidiarla. Sullo sfondo, poi, c’è Rocío Monasterio, candidata della destra radicale di Vox. Il partito o la coalizione che otterrà almeno sessantanove seggi sui centotrentasei dell’Assemblea di Madrid si aggiudicherà la contesa elettorale.

Una media dei sondaggi elettorali vede il partito popolare accreditato del quarantuno per cento delle intenzioni di voto, mentre il partito socialista (Psoe) dovrebbe ottenere il ventidue per cento dei consensi. Más Madrid dovrebbe fermarsi al sedici per cento mentre Vox non dovrebbe superare il nove per cento dei voti. A chiudere il cerchio dovrebbero invece esserci Podemos, fermo al sette per cento delle intenzioni di voto e Ciudadanos, un partito liberale che ha subito un vero e proprio tracollo passando dal venti per cento sfiorato nel 2019 all’attuale quattro per cento.

Ayuso è nota all’opinione pubblica per lo scetticismo che ha manifestato nei confronti delle misure restrittive relative al contrasto alla pandemia. In più occasioni si è scontrata con il governo centrale ed anche con i suoi stessi esperti del settore sanitario per difendere la scelta di mantenere bar e ristoranti aperti in difesa degli interessi delle piccole attività economiche. Ayuso non ha escluso la possibilità allearsi con Vox qualora le manchino i voti necessari per governare da sola e questa scelta ha suscitato controversie, dato che è stata letta come una legittimazione della destra radicale. La sua gestione della pandemia è stata criticata da molti. Il numero di posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti covid è più alto della media nazionale ed anche la circolazione del virus è più intensa.

La battaglia politica per la conquista di Madrid, che è anche la regione più ricca della Spagna, monopolizza ormai da settimane l’attenzione dell’opinione pubblica. Le elezioni anticipate sono state indette da Ayuso dopo aver rotto la coalizione con i centristi di Ciudadanos. L’importanza del voto è sottolineata anche dalla Iglesias, che si è dimesso dall’incarico di vice presidente del governo per presentarsi come candidato del partito Podemos. Il presidente del governo, il socialista Pedro Sánchez, ha invece scelto di prendere parte ai comizi politici settimanali del candidato socialista Ángel Gabilondo, in passato ministro dell’Istruzione. Gabilondo, intellettuale e filosofo, ha già annunciato la sua ostilità nei confronti di una possibile alleanza con Iglesias e ha chiarito come preferirebbe concentrarsi su Más Madrid e Ciudadanos.

Va detto che la campagna elettorale è stata costellata da una serie di minacce di morte inviate a candidati ed esponenti appartenenti all’intero spettro politico. Questi episodi, molto gravi, rischiano di trasformarsi in benzina in grado di accendere uno scontro pericoloso e di facilitare l’aumento delle tensioni sociali.

di Andrea Walton