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«Luoghi di immagini e parole» a Vimercate

Quanti semi di sorriso

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03 maggio 2021

«Da sì minuscoli cavalieri — un germoglio, o un libro — sono deposti i semi dei sorrisi che nel buio fioriscono». La brevissima poesia di Emily Dickinson ci sembra particolarmente intonata nel presentare Luoghi di immagini e parole, la mostra di libri d’artista attualmente allestita al Museo Must di Vimercate. L’esposizione è l’esito di un intenso lavoro in cui la curatrice Simona Bartolena ha raccolto la collaborazione di alcuni insegnanti e di studenti e studentesse del liceo scientifico/classico Antonio Banfi sito in città.

Tutto nasce dall’incontro di due artisti milanesi — Fernanda Fedi e Gino Gini, coppia anche nella vita — che dal 1983 dirigono l’Archivio Libri d’artista a Milano in un piccolo ma affascinante spazio in un vecchio palazzo sulla riva del Naviglio Grande. Una visita interessante e partecipata dai ragazzi che risale al gennaio 2020; qualche lezione di storia dell’arte a cura di Bartolena; la ripresa dei contenuti con i docenti in classe e poi tanti incontri — soprattutto online e al telefono, visti i tempi — anche con gli artisti e i collezionisti. Le interviste a questi ultimi sono l’occasione per chiarire e cercare una definizione, quasi impossibile, a questo oggetto un po’ misterioso che corre, si nasconde e riappare negli anfratti della storia dell’arte dagli amanuensi ai futuristi e passa ben oltre. «Che cosa è per lei un libro d’artista?»: costante questa domanda posta dai ragazzi e dalle ragazze agli autori e agli editori intervistati. Diverse le risposte ma intrecciate da una comune passione, perfettamente intercettata dai più giovani, uditori attenti, stupiti e a tratti divertiti nell’ascolto di vicende umane non scontate. Non poca cosa per ragazzi e ragazze che per lo più frequentano l’ultimo anno di scuola superiore e si apprestano a una scelta importante di studio e di lavoro. Sorridono e nel buio fioriscono i semi di queste vite di artisti spese nelle ricerca di immagini e di parole poetiche (spesso scritte o incise o disegnate sulle pagine dei libri) in un tempo in cui la carta sembra far posto ai formati elettronici, gli slogan vincere sulla poesia, il lavoro manuale e artigianale rimanere ampiamente subordinato a quello industriale e seriale. Semi che possono far fiorire altre vite.

A causa della pandemia non è stato possibile accedere agli atelier, entrare negli studi e nelle stanze delle piccole tipografie ma, anche a distanza, i messaggi sono passati e il lavoro apprestato ne è un chiaro riscontro. Con qualche suggerimento di un capace grafico (Armando Fettolini, anch’egli artista) è stato realizzato il disegno del manifesto, e quindi la redazione di un paio di video e di un piccolo catalogo cartaceo che — come un colorato libro d’infanzia — racconta la storia di questa bella avventura. Ben addestrati i ragazzi stessi hanno steso lettere e mantenuto contatti con collezionisti e artisti, catalogato le opere principali, composto le didascalie e i pannelli esplicativi. Sono circa trenta le opere in mostra (tra queste i libri di Jean Dubuffet, Emilio Isgrò, Fernanda Fedi, Walter Valentini, Mirella Bentivoglio, Chiò, Emilio Villa) visibili anche sul sito del museo con alcune fotografie molto belle (il fotografo professionista è l’architetto Matteo Losurdo, già alunno dello stesso liceo) che illustrano le fasi dell’allestimento e la realizzazione finale. Tra gli editori troviamo Roberto Casiraghi con i librini del Pulcinoelefante e Roberto Dossi con i Quaderni di Orfeo. Tutti grati per il supporto economico erogato dal comune e dal liceo Banfi.

Conclusa l’esperienza, cui abbiamo fatto parte, ci piace ricordare il buio degli schermi dei pc e dei tablet che (ogni settimana, per diversi mesi) è stato illuminato dai volti dei partecipanti, dalle immagini di opere, dai video realizzati, rivisti, corretti e più volte commentati insieme. Ripenseremo agli allievi come a piccoli-grandi cavalieri in sella a libri speciali, dalle fogge e dai colori e materiali inusuali, capaci di far fiorire relazioni, emozioni, sentimenti e idee preziose. Come da sempre i bei libri e le parole audaci sanno fare.

di Antonella Cattorini Cattaneo