· Città del Vaticano ·

Oltre cento morti

Cruenti scontri tra talebani
e militari afghani

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03 maggio 2021

Sono passati dieci anni dalla morte del leader di Al Qaeda, Osama bin Laden, ucciso in un blitz dei Navy Seals statunitensi il 2 maggio del 2011 nella località pakistana di Abbottabad.

Un anniversario che quest’anno ha un sapore molto diverso per l’Afghanistan: dopo vent’anni, infatti, gli Stati Uniti hanno cominciato il ritiro delle truppe dal martoriato Paese, aprendo la strada alla fine della guerra più lunga e sanguinosa dell’America.

Ma a dieci anni dalla morte di bin Laden, e mentre le truppe statunitensi, iniziando il ritiro, hanno consegnato la base di Camp Antonik, nella provincia di Helmand, non accenna a diminuire l'offensiva dei talebani, che in diverse province hanno affrontato le forze di sicurezza afghane con un bilancio di oltre 100 morti nelle ultime ore. Lo hanno confermato fonti del ministero della Difesa di Kabul, precisando che al bilancio delle vittime bisogna aggiungere il ferimento di una cinquantina di talebani.

La consegna di Camp Antonik è la prima operazione formale di sgombero dopo l’inizio del ritiro degli ultimi 2.500 militari statunitensi e dei Paesi della Nato dall’Afghanistan. Ritiro che si concluderà — come annunciato dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden — il prossimo 11 settembre, ventesimo anniversario degli attacchi terroristici di Al Qaeda alle Torri gemelle di New York e al Pentagono, che innescarono la guerra più lunga mai combattuta dagli Usa.

E proprio alle famiglie delle vittime di quegli attentati che Biden ha voluto rivolgere alcune parole. «Abbiamo mantenuto la promessa che non avremmo mai dimenticato e che gli Stati Uniti non avrebbero mai vacillato di fronte al loro impegno a prevenire un altro attacco», ha dichiarato Biden, ricordando quel 2 maggio del 2011 nella Situation Room, con la dichiarazione ufficiale dell’allora presidente Usa, Barack Obama: «Abbiamo ucciso Osama Bin Laden».

«Abbiamo seguito Bin Laden fino ai cancelli dell’inferno e l'abbiamo preso», ha aggiunto Biden, rassicurando tutti coloro che temono o sono contrari al ritiro americano dall’Afghanistan. «Gli Stati Uniti resteranno vigili sulle minacce dei gruppi terroristici. Continueremo a monitorare e distruggere ogni minaccia contro di noi che emerge dall’Afghanistan, dove Al Qaeda è significativamente indebolita», ha assicurato.

Anche se il presidente ha descritto Al Qaeda più debole, gli osservatori notano come la presenza a livello mondiale dell’organizzazione terroristica si sia rafforzata e sia ora maggiore rispetto al 2001, grazie all’arruolamento di quelli che si stimano fra i 30.000 e i 40.000 combattenti in tutto. A 25 anni dalla “dichiarazione di guerra” di Bin Laden agli Stati Uniti, Al Qaeda, quindi, sopravvive e la preoccupazione, anche in ambienti militari internazionali, è che il ritiro dall’Afghanistan possa portare al ripetersi di quanto accaduto in Iraq nel 2011. Allora, dopo soli tre anni dal ritiro dal Paese, gli Stati Uniti furono infatti costretti a tornarvi per fronteggiare l’ascesa del sedicente stato islamico (Is).

Alcuni analisti sostengono, inoltre, che — dopo il ritiro delle truppe degli Stati Uniti e della Nato — i terroristi di Al Qaeda avranno l'occasione di ricreare le proprie reti, soprattutto se i talebani, come molti si attendono, diventeranno una delle forze dominanti nell’Afghanistan. E l’offensiva delle ultime ore degli insorti contro le forze di sicurezza ne è una dimostrazione. I talebani non hanno mai rotto del tutto con Al Qaeda e questo crea il potenziale per una rinascita dell’organizzazione in tutta la regione.

Nel frattempo, il Governo di Kabul procede a ritmo serrato sul ritiro, precisando che i soldati stranieri verranno tutti portati alla base militare di Baghram (la principale del Paese), per poi essere gradualmente rimpatriati nei rispettivi Paesi di provenienza.