· Città del Vaticano ·

Ottocento anni dalla consacrazione dell’abbazia di Chiaravalle a Milano

Il segno dell’eredità benedettina

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29 aprile 2021

Il 2 maggio, con i primi vespri celebrati dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, l’abbazia di Chiaravalle — un monumento e un luogo di spiritualità caro a tutti i milanesi — celebrerà i suoi 800 anni di consacrazione. L’abbazia è stata fondata nel 1135 in un’area originariamente paludosa e incolta, pochi chilometri a sud di Milano. La costruzione fu voluta da san Bernardo e dalla popolazione milanese, dopo l’intervento del santo abate francese per dirimere la questione dell’elezione al papato di Innocenzo ii , contrastata dallo schieramento favorevole all’antipapa Anacleto ii .

L’abbazia risulta quindi figlia dell’abbazia di Clairvaux, sorta nella Borgogna francese e una delle prime quattro abbazie dell’ordine Cistercense, della quale Bernardo fu fondatore e abate.

Oggi rimane ben poco delle antiche strutture, poiché la costruzione della chiesa attuale è iniziata tra il 1150 e il 1160, sulla prima cappella originaria.

Il 2 maggio del 1221 il vescovo di Milano Enrico Settala consacrò la chiesa ultimata.

Nel 1789 l’abbazia viene privata della presenza dei monaci, in seguito alle soppressioni della Repubblica Cisalpina.

I monaci Cistercensi non torneranno fino al 1952, quando, per volere del cardinale Ildefonso Schuster, allora arcivescovo di Milano, si ripristinò la presenza di una piccola comunità, che diede nuovamente avvio alla vita regolare.

Ancora oggi, come nei secoli passati, la giornata monastica nell’abbazia è scandita da un orario che da un lato segue l’impostazione di fondo data dalla Regola di san Benedetto e dall’altro risponde a necessità e consuetudini della singola comunità.

Il tempo è prevalentemente dedicato alla preghiera e al lavoro, nell’impronta dell’eredità benedettina, con una particolare attenzione al lavoro agricolo e di allevamento, che da sempre ha caratterizzato la tradizione monastica cistercense.

L’abbazia è oggi aperta alle visite, private e di gruppo, organizzate tramite un punto di accoglienza.

Attività complementari sono la vendita di diversi prodotti monastici, attraverso il negozio dell’abbazia, così come un punto ristoro, situato all’ingresso del complesso monastico.

La storia di Chiaravalle e dei suoi monaci è segnata da tanti avvenimenti che ne hanno caratterizzato l’identità e i valori, trasmettendo lungo i secoli, fino a oggi, una preziosa eredità religiosa, culturale e storica di cui tutta la comunità credente che la circonda contribuisce a fare memoria, rendendola viva e attuale.

Questa solennità ricorda dunque la consacrazione avvenuta 800 anni fa, un rito liturgico che vede sempre il suo momento culminante nella consacrazione dell’altare. Esso rappresenta il cuore della celebrazione; è il luogo in cui il mondo celeste entra in contatto con il mondo terrestre; è il luogo dell’incontro di Dio con il suo popolo, con noi che siamo i suoi “consacrati” in qualità di cristiani; è il luogo che il Figlio di Dio ha scelto al fine di offrirsi per noi, per mezzo di quel Sacrificio che ristabilisce la comunione con il Padre, che ci riapre la “porta del Cielo” e che fa di ogni tempio realmente la “casa di Dio”.

San Giovanni nel libro dell’Apocalisse vede e ci descrive la nuova Gerusalemme discendere dal cielo: è la Sposa del Figlio di Dio, la Città celeste, la Dimora eterna dove non c’è più bisogno di tempio, perché Cristo è il tempio che accoglie tutti, che offre ospitalità nel suo regno a tutta la sua Chiesa redenta.

Dunque un anniversario di consacrazione deve ricordarci sostanzialmente il fine ultimo della vocazione cristiana: essere riuniti nel Corpo di Cristo, cioè nella sua Chiesa, di cui Lui è il capo e noi siamo le membra, membra vive e che ancora oggi lodano Dio nella sua vera casa, con gli stessi salmi e canti, e ci auguriamo con lo stesso spirito, con cui lo lodavano i primi monaci cistercensi nel xii secolo.

Siamo quindi felici di poter celebrare questa ricorrenza, occasione per ricordare e valorizzare insieme la preziosa tradizione spirituale e la lunga storia dell’ordine Cistercense, in modo da renderle un po’ più vicine e familiari a tante persone che ancora non hanno avuto modo di approfondirle o che nemmeno forse ne hanno sentito parlare.

Davvero sono molti e preziosi i valori e gli insegnamenti che tanti santi monaci del nostro ordine, a cominciare da san Bernardo e dai fondatori Roberto, Alberico e Stefano, per arrivare ai tanti monaci di vita più semplice e sconosciuta, hanno contribuito a far conoscere, amare e condividere per più di 800 anni.

Ci auguriamo quindi, come monaci di questa abbazia, che abitano e che vivono in questa “casa del Signore”, che l’anniversario della sua consacrazione possa essere motivo di interesse e di richiamo ancora per tante persone, offrendo occasione di accostare e forse sperimentare questa antica e consolidata modalità di vivere il Vangelo.

di Davide Maria Martelli
Monaco cistercense bibliotecario di Chiaravalle