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Il «Patto san Petronio» dell’arcidiocesi di Bologna per i lavoratori in difficoltà

Un fondo di speranza

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28 aprile 2021

Un fondo creato per aiutare le famiglie dei lavoratori in difficoltà attraverso il sostegno ai titolari di micro-imprese in modo da non licenziare i dipendenti. È il concreto supporto offerto dalla Caritas diocesana di Bologna tramite il «Patto san Petronio» con il quale è stato ricevuto, attraverso la Caritas italiana, un contributo di 100.000 euro da Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo Italiano insieme ad altri istituti di credito. Questo per far fronte al perdurare della pandemia che continua a generare difficoltà crescenti per molte famiglie, soprattutto in relazione ai provvedimenti con cui verranno sbloccati i licenziamenti e terminerà la cassa integrazione.

Destinatari saranno i titolari di aziende con massimo tre dipendenti interessate dalle restrizioni dei decreti, con sedi legali e produttive nel territorio diocesano, imprese che hanno lavoratori in cassa integrazione o con contratto a tempo determinato in scadenza. Con loro viene stipulato, appunto, un patto in cui, «a fronte di un contributo economico, la micro-impresa si impegna a mantenere i posti di lavoro per il periodo concordato e a creare una rete sociale nel territorio accompagnata dalla Caritas diocesana», sottolinea una nota dell’arcidiocesi di Bologna. Il «Patto san Petronio» sarà operativo nel maggio 2021, quando sul sito www.caritasbologna.it verranno pubblicati la modulistica necessaria a fare domanda e i riferimenti di contatto per ricevere informazioni dettagliate. Con la disponibilità del fondo sarà possibile così sostenere 30-40 imprese, circa cento famiglie, che possono anche aumentare grazie alla crescente generosità di imprese e privati cittadini.

«Con questo fondo — afferma don Matteo Prosperini, direttore della Caritas di Bologna — nel 2020 ci sembrò opportuno ed efficace intervenire con un contributo economico a favore delle famiglie che per la prima volta si trovavano in difficoltà economica a causa delle misure restrittive. Sempre su impulso dell’arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Maria Zuppi, anche quest’anno vorremmo dare un segno di attenzione a quanti vivono ancora le difficoltà economiche legate alla pandemia. Si tratta, quindi, di un segno piccolo ma, ci auguriamo, anche di un seme di speranza per affrontare questo incredibile momento storico, illuminati dalle parole di Papa Francesco nella Fratelli tutti».

Il fondo non ha raccolto solo domande e documenti ma anche le storie difficili e dolorose che si celano dietro di essi. Da questi spunti è nato così il report Messaggi in bottiglia che contiene, oltre a tutte le informazioni per accedere ai benefici, una serie di racconti scritti «nella disperazione di un naufragio, nella solitudine di un’isola deserta e affidati alle onde del mare», si legge nel documento. Il tutto corredato da alcune riflessioni sull’interminabile battaglia contro il covid affinché si possano «immaginare strade nuove per stare accanto a chi è in difficoltà. Leggiamo il bisogno di spiegare i fatti, parlare di sé, affermare la propria identità perché nessuno di noi è solo il bisogno che porta. Vera consolazione è stata la gratitudine espressa — gratitudine vera perché gratuita, non condizionata dall’aver ricevuto qualcosa — al momento della domanda», conclude il dossier.

di Rosario Capomasi