· Città del Vaticano ·

L’udienza generale sulla meditazione

Presenti in ogni pagina
del Vangelo

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28 aprile 2021

«Non siamo fatti per correre in continuazione; possediamo una vita interiore che non può sempre essere calpestata»: per parlare di meditazione Papa Francesco ha preso spunto stamane «dallo stress quotidiano» e dal «vuoto che ovunque dilaga», soprattutto «nel vorace mondo occidentale». Proseguendo le catechesi sulla preghiera all’udienza generale del mercoledì — ancora senza la presenza di fedeli a causa del covid-19 — il Pontefice si è soffermato sul tema sempre attuale della pratica meditava, diffusa presso «tutte le religioni del mondo» e «anche tra persone che non hanno una visione religiosa», per spiegare che nel cristianesimo per essere autentica dev’essere guidata dallo Spirito Santo e condurre a Gesù, perché —ed è questa la consolante certezza suggerita — «non c’è pagina di Vangelo in cui non ci sia posto per noi». Dunque — ha chiarito — se «meditare è una dimensione umana necessaria», nel contesto cristiano «è una dimensione che non deve essere cancellata». E anche quando un’esperienza meditativa «dona la pace interiore, o la padronanza di noi stessi, o la lucidità sul cammino da intraprendere», si tratta solo di «effetti collaterali della grazia della preghiera cristiana che è l’incontro con Gesù». Da qui l’esortazione conclusiva: «Prendiamo il Vangelo, facciamo la meditazione dei misteri» in cui si parla della vita di Cristo, perché «lo Spirito ci guida ad essere presenti lì».

L'udienza generale