· Città del Vaticano ·

Seconda ondata completamente fuori controllo nel Paese

Duecentomila morti in India

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg
28 aprile 2021

L’India ha superato oggi la soglia dei 200mila morti per cause e complicazioni legate al covid-19. Nelle ultime 24 ore, stando ai dati divulgati dal ministero della Salute indiano, sono stati registrati 360.960 nuovi casi, che hanno portato il totale dei contagiati vicinissimo al tetto dei 18 milioni, e 3.293 decessi che hanno fatto salire esattamente a 201.187 il dato relativo alle vittime. La maggior parte delle infezioni riguarda lo Stato del Maharashtra, con 66.358 nuovi positivi. Seguono l’Uttar Pradesh con 32.921 e il Kerala con 32.819.

A febbraio nel Paese asiatico si pensava che la pandemia fosse quasi alle spalle — anche per una pronta campagna vaccinale scattata il 16 gennaio — e dall’esterno si guardava all’India come un modello. Come il primo probabile Paese dove si potesse raggiungere l’immunità di gregge per via delle poche migliaia di casi a fronte di una popolazione superiore a 1,3 miliardi di persone.

A distanza di due mesi, invece, la situazione si è capovolta, e come affermato lunedì dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, «è straziante».

La nuova ondata è completamente fuori controllo. Solo nel mese di aprile il numero di nuovi casi ha raggiunto i sei milioni. I morti vengono cremati lungo le strade. Tutto il sistema sanitario è duramente provato: in molte città indiane sono terminati i posti in terapia intensiva e c’è grossa carenza di ossigeno. E i motivi sono riconducibili a più fattori. In primis la diffusione di una variante indiana del virus, denominata B.1.617, molto aggressiva sia nella capacità di trasmissione che in quella di virulenza, e che sarebbe il risultato dell’unione di tre ceppi. Secondo alcuni analisti poi ci sarebbero precise responsabilità politiche per alcune scelte del governo centrale che ha dapprima cercato di evitare un lockdown generalizzato per non danneggiare troppo l’economia. Inoltre nelle ultime settimane, per via delle elezioni locali in alcuni Stati considerati politicamente “di importanza vitale”, l’esecutivo di New Delhi, guidato dal primo ministro Narendra Modi, non ha rinunciato ai comizi elettorali riunendo spesso migliaia di persone. Infine non sono state poste limitazioni alle celebrazioni del Kumbh Mela, una tra le più importanti cerimonie dell’induismo, quando milioni di persone si sono ritrovate in pellegrinaggio sul Gange per il rituale bagno, provocando un focolaio di contagi.

Intanto nelle ultime ore nello Stato dell’Assam, nel nord-est del Paese, è stata avvertita una scossa di terremoto di magnitudo 6.0. Al momento non si registrano vittime.