· Città del Vaticano ·

Aperta l’assemblea nazionale dell’Azione cattolica italiana

Con il popolo della città

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26 aprile 2021

Che «ciascuno possa realizzare i propositi e le prospettive pastorali che scaturiranno dall’incontro, testimoniando con un impegno sempre più generoso l’amore di Cristo che riempie di significato l’esperienza umana»: è l’auspicio di Papa Francesco contenuto nel telegramma inviato dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ai partecipanti alla xvii assemblea nazionale dell’Azione cattolica italiana, apertasi ieri in modalità telematica. Un’assemblea importante, che si chiuderà il 2 maggio, durante la quale gli oltre ottocento delegati saranno chiamati a eleggere il Consiglio nazionale dell’associazione per il prossimo triennio, i cui dirigenti saranno ricevuti in udienza dal Pontefice il 30 aprile. Ho un popolo numeroso in questa città il tema dell’incontro, che si tiene in un tempo «inedito e incerto» da vivere — si legge in un comunicato — «assumendo comunque uno sguardo fiducioso, compiendo scelte coraggiose e innovative, per avviare processi di cambiamento di lungo respiro nella società e nella comunità ecclesiale». Due serate approfondiranno l’una il tempo della pandemia (dal titolo «Sulla stessa barca») e l’altra, il 1° maggio, il tema del lavoro.

L’Azione cattolica, con i suoi 270.000 soci di tutte le età (fra essi 53.000 educatori e animatori e 7000 sacerdoti assistenti), presenti in 5400 parrocchie e in tutte le diocesi, è «la più grande associazione di laici cattolici italiani», ha detto nel suo saluto il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, ricordando la storia, la tradizione e l’esperienza dell’organizzazione. Bassetti poi, parlando di un futuro «ricco di aspettative» e di «strade nuove da percorrere», ne ha indicate due: il prossimo incontro sul Mediterraneo che si svolgerà nella primavera del 2022 e l’inizio di un cammino sinodale che «rappresenta un’autentica novità per la nostra Chiesa». Anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in un breve messaggio ha sottolineato l’importanza di Ac, realtà che, «accanto alla propria finalità religiosa, è costantemente protesa all’affermazione di principi di solidarietà e di dignità della persona». E la crescita di questi valori «costituisce un fattore decisivo per una società che si fondi sulla convivenza e sulla democrazia, sulla promozione di autentico progresso».

Dal cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, è venuto il suggerimento di quattro waypoints (punti di passaggio) per il cammino nei prossimi mesi: anzitutto l’anno «Famiglia Amoris laetitia», poi l’anno dedicato a san Giuseppe, ma anche l’“apostolato della speranza” (per dare segni nel difficile momento di crisi sanitaria, economica e sociale provocato dalla pandemia) e infine un’attenzione particolare ai giovani (i loro sogni e ideali possono aiutare a guardare avanti con fiducia perché sono essi che porteranno un domani il testimone della fede).

Nell’anniversario della liberazione, il presidente di Azione cattolica italiana, Matteo Truffelli, ha invece parlato del valore della libertà, dei diritti, della democrazia, obiettivi raggiunti ma che vanno difesi. È la lezione di Rosario Livatino, che verrà proclamato beato il 9 maggio, che «seppe trasformare la formazione alla responsabilità vissuta in Ac in dedizione alla propria terra, alla giustizia, all’umanità». Truffelli ha poi elencato i momenti più importanti dell’assemblea, dal confronto nei gruppi di lavoro dedicati al documento finale al momento di preghiera di domani sera, dall’incontro di giovedì per rileggere l’esperienza della pandemia all’elezione del Consiglio nazionale, alla veglia di sabato sera dedicata al lavoro.