· Città del Vaticano ·

Il mandato dei nuovi
diaconi permanenti

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24 aprile 2021

È stato un giorno “storico” quello della consegna, sabato 17 aprile, del mandato ai diaconi permanenti della diocesi di Roma, avvenuto durante la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal vicario Angelo De Donatis. I diaconi, provenienti dalle varie parrocchie romane o impegnati in molteplici e svariati ministeri, si sono ritrovati per rinnovare le promesse diaconali professate nel giorno della propria ordinazione, secondo le seguenti parole: “Noi diaconi della Chiesa di Roma, desideriamo rinnovare con la grazia dello Spirito Santo gli impegni che abbiamo manifestato liberamente davanti alla Chiesa il giorno della nostra ordinazione diaconale. Vogliamo vivere il nostro ministero con umiltà e carità, in obbedienza al nostro vescovo, Papa Francesco, e all’ordine episcopale, in aiuto dei Parroci e dei presbiteri per il servizio di tutto il popolo di Dio...Vogliamo vivere una autentica carità specialmente verso i poveri e i sofferenti, conformando in tutto la nostra vita a Cristo servo, che non è venuto per essere servito ma per servire».

Il cardinale vicario all’inizio della sua omelia ha rivolto ai presenti questo saluto: «Cari diaconi, siete qui insieme con le vostre spose accompagnati da tanti parroci; sento presenti tutte le comunità che servite e siete qui per ricevere il mandato dalle mani del vescovo». Il nostro «unico privilegio — ha ricordato ancora il porporato — è avere sempre il nome di Gesù sulle labbra e poterlo servire partecipando alle sue sofferenze gloriose. Un diacono ricorda a se stesso, ricorda a tutti con la vita più che con la parola, il primato dell’umile servizio». «Siete al servizio della sete e della fame di Gesù, perché chiamati a condurre a lui i fratelli più dispersi e lontani, quelli che si sono smarriti per strada, offrendo le vostre spalle al buon Pastore perché possa ricondurre tutti a casa», ha concluso il cardinale vicario esortando i diaconi a farsi «tessitori di comunione»: «In forza del carisma che avete ricevuto, siete chiamati a vivere la concordia e l’unità con il parroco, il presbiterio e tutta la comunità ecclesiale. Inseritevi con umiltà nel cammino pastorale, vincendo la tentazione di ogni ideologia o interesse di parte, curando la predicazione, la liturgia e specialmente la carità verso tutti. La disponibilità e la ricerca del povero e dell’ultimo siano il vostro pane quotidiano. L’ascolto e la vicinanza con chi soffre, manifestino nel vostro ministero la carità di Cristo e della Chiesa, in particolare, per coloro che il mondo dimentica e abbandona».

di Marco Lambertucci