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Neutralità carbonica entro il 2050 e taglio delle emissioni per il 2030 del 55% rispetto ai livelli del 1990

Accordo europeo sul clima

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21 aprile 2021

Un taglio delle emissioni nocive del 55% rispetto ai livelli del 1990 da effettuare entro il 2030 in vista del raggiungimento della piena “neutralità carbonica” (emissioni zero) entro il 2050. Sono questi i punti cruciali sui quali Parlamento e Consiglio Ue hanno trovato l’intesa sulla legge per il clima. Il risultato del negoziato, durato tutta la notte e annunciato questa mattina, consente all’Ue di formalizzare il suo impegno rafforzato nell’ambito dell’accordo di Parigi del 2015, alla vigilia del summit dei leader mondiali sul clima convocato dal presidente Usa Joe Biden per il 22 e 23 aprile, al quale parteciperanno anche il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin. Il summit è destinato a sottolineare il ritorno di Washington in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico dopo lo strappo di Trump.

«Il nostro impegno politico per diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050 è ora anche un impegno legale» ha commentato oggi il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, salutando l’intesa. Von der Leyen ha anche sottolineato l’importanza degli obiettivi fissati per offrire «una prospettiva migliore alle prossime generazioni». «Con questo accordo inviamo un segnale forte al mondo in vista del vertice dei leader sul clima del 22 aprile» ha osservato dal canto suo João Pedro Matos Fernandes, il ministro portoghese per il clima nella veste di presidente di turno del Consiglio ambiente Ue.

«Accolgo con favore l’accordo sulla legge per il clima, questa è la spina dorsale del Green Deal, mostra un’ambizione mai vista prima, un primo passo affinché l’Ue diventi climaticamente neutra entro il 2050 e un segnale forte per la giornata della Terra» ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, commentando l’accordo. «Attendo con impazienza proposte ambiziose per l’energia e il clima a giugno» ha aggiunto.

Nel dettaglio, gli obiettivi di riduzione delle emissioni restano quelli proposti dalla Commissione europea nel 2020 e avallati dai leader Ue lo scorso dicembre. Tuttavia, sul target 2030, come chiedeva il Parlamento Ue, i negoziatori hanno introdotto un tetto (225 milioni di tonnellate) al contributo degli assorbimenti della CO2 da parte delle foreste e delle nuove forme di tecnologie “pulite”. Un dettaglio che, secondo il presidente della commissione ambiente dell’Europarlamento Pascal Canfin, si traduce «in una riduzione effettiva del 57%». Il resto dovrà essere tutto sforzo di riduzione effettiva delle emissioni. La neutralità climatica al 2050, come stabilito dai leader Ue, resta invece un obiettivo collettivo dell’Unione e non per singolo Stato, come voleva il Parlamento Ue.

Altri elementi dell’accordo includono l’istituzione di un Comitato consultivo scientifico europeo indipendente sui cambiamenti climatici e un obiettivo climatico intermedio da raggiungere per il 2040. L’accordo dovrà ora essere definitivamente approvato dal Consiglio (Paesi membri) e dalla plenaria dell’Europarlamento.